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29.09.2019

I cent’anni di Anna Molinaroli tra eleganza, ironia e genuinità

Lucida ed elegante, felicissima della spilla d’oro con lo stemma del paese appuntatole dal sindaco Franco De Santi le sul bavero. Ancora più soddisfatta anche del mazzo di fiori che le ha offerto l’assessore alle politiche sociali Roberta Scavelli, la nonna di Corte Falcona, Anna Molinaroli si è presentata splendente alla festa del suo centesimo compleanno. Seduta in poltrona, perché le gambe non la reggono per molto tempo in piedi, non si è persa nessun abbraccio e ha avuto una parola di ringraziamento per i tanti parenti che con le figlie Giovanna e Paola l’hanno festeggiata. «Sono nata a Corte Lepia, dove i miei genitori erano braccianti della tenuta Bertani e ho sempre lavorato in campagna con il fratello e le altre tre sorelle, aiutando i miei genitori durante e dopo gli anni di scuola», racconta. Nel febbraio 1945 si è sposata con Giuseppe Migliorini, che era a casa in congedo dopo essersi fatto più di un fronte della seconda guerra mondiale. Del suo fidanzamento ricorda un episodio curioso ma significativo: «Mi vergognavo a farmi vedere al lavoro nei campi dal promesso sposo e un giorno che mangiavo nel campo assieme alle mie sorelle, vedendolo arrivare da lontano, mi sono nascosta, perché non mi vedesse in quelle condizioni». Era una bella ragazza, tanto che il pittore Bartolo Battiato (stessa stirpe del noto musicista Franco) proprietario con la famiglia della tenuta di San Giacomo, prima che fosse ceduta a don Giovanni Calabria, l’aveva invitata a casa per posare per lui come modella, invito gentilmente declinato, «ma che avrebbe potuto cambiarti la vita nonna!», la rimproverano le giovani nipoti. Ha preferito invece la vita semplice, accanto al suo Giuseppe con il quale ha potuto celebrare i cinquant’anni di matrimonio insieme alle figlie Giovanna e Paola. Vive in via Falcona, nei pressi di Mambrotta, proprio vicino a quella grande corte che la ospitò da giovane sposa, impegnata nelle risaie che allora occupavano l’area delle risorgive e nella coltivazione del tabacco. Circondata dalle figlie, dai generi, dalle quattro nipoti e sei pronipoti, si sente una regina: «Ho sempre goduto di buona salute, lavorato molto in campagna, amato la mia famiglia e non mi è mai mancato il buon umore e la battuta ironica che mi fa vedere sempre il bello di tutte le cose», sintetizza in poche parole la sua filosofia di vita. Si fa tagliare una bella fetta di torta e versare un bicchiere di vino e brinda in allegria al primo centenario, felice di poter stare in compagnia. È un sentimento che condivide anche il sindaco Franco De Santi: «Mi piace entrare e sostare in una famiglia così unita e attenta all’anziano: si respira l’aria genuina di una volta, densa di valori veri e autentici e tutto vissuto in semplicità e serenità», è stato il commento del primo cittadino consegnando ad Anna il Martino d’oro, la massima onorificenza del paese per tutti i centenari e per quanti hanno raggiunto importanti traguardi nei campi della scienza, della cultura, dello sport, del volontariato e dell’associazionismo. •

V.Z.
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