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02.07.2019

«Ho sentito un botto, volevo calarmi con un’amaca»

L’intervento dei vigili del fuoco nella notte tra sabato e domenica
L’intervento dei vigili del fuoco nella notte tra sabato e domenica

È stata una situazione che avrebbe potuto mandarlo nel panico, invece P.P., il trentunenne che si è trovato bloccato al secondo piano della palazzina di San Martino Buon Albergo, nel cui sottotetto era scoppiato un incendio, ha avuto il sangue freddo di restare calmo fino all’arrivo dei vigili del fuoco dal Distaccamento di Caldiero.

«Ero appena rientrato in casa, verso le 23 di sabato, quando ho sentito un forte boato», racconta. Lì per lì ha pensato che fosse caduto qualcosa in soffitta. «Poi ho cominciato a preoccuparmi perché più che un colpo da caduta mi era sembrato davvero un’esplosione, come una carica per far saltare la porta e ho cominciato a pensare che qualcuno volesse entrare. Ho spalancato la porta dell’appartamento per scendere le scale, ma sono stato investito da una forte corrente d’aria e dal fumo. Allora ho realizzato che poteva trattarsi di un incendio. Mi sono preoccupato perché la corrente d’aria era talmente forte che non riuscivo più a chiudere la porta».

Di qui il pensiero di come uscire di casa: «Ero spaventato sì», racconta, «ma non in panico, tant’è che ho staccato un’amaca che avevo in casa per usarla come corda e calarmi dal balcone del secondo piano a quello del primo». Nel frattempo i vicini, che dall’esterno avevano potuto osservare nel buio della sera le fiamme uscire dal sottotetto e dalle finestre della soffitta, avevano già avvertito i vigili del fuoco che dal Distaccamento di Caldiero, in una decina di minuti, sono arrivati sul posto.

«Sono saliti dalle scale e sono venuti in camera a portarmi una maschera con respiratore. Mi hanno chiesto se ci fossero altre persone al piano e, rassicurati che ero solo, siamo scesi insieme». È finito così lo spavento per il giovane sanmartinese, ma non il lavoro della squadra di cinque vigili del fuoco di Caldiero che, coadiuvati da due squadre di Verona di altri quattro uomini, arrivati in supporto con autobotte e autoscala, hanno lavorato fino alle sei del mattino per domare le fiamme e si sono poi fermati sul posto fino a mezzogiorno di domenica per verificare che non si innescassero altri focolai.

 

«Hanno fatto un lavoro encomiabile e con grande professionalità: sono stati bravissimi e siamo loro grati», riferiscono i proprietari dello stabile nel quale vivono al piano terra gli anziani genitori, al primo piano la famiglia del figlio e il nipote all’ultimo piano, proprio sotto la soffitta andata a fuoco. Anche i residenti delle abitazioni vicine sono stati evacuati dai vigili nel timore che potessero esserci delle esplosioni: «Siamo stati svegliati alle 23 quand’eravamo già a letto», dicono due anziani al secondo piano di una palazzina che ha il giardino confinante con l’immobile che si è incendiato, «i vigili ci hanno chiesto di uscire di casa e abbiamo atteso fino alle tre di notte prima di ritornare in camera». Sulla causa che ha innescato l’incendio sono ancora in corso indagini: l’impianto elettrico era saltato al momento dell’esplosione, mentre quello del gas è stato chiuso ai vigili quando sono arrivati sul posto.

La loro relazione, inviata in Comune, parla dei danni alla copertura in latero-cemento dell’abitazione e rinvia al sopralluogo dell’ufficio tecnico sanmartinese il parere sull’agibilità totale o parziale dell’immobile, che per precauzione è stato chiuso dai vigili, con gli ingressi sigillati dal nastro bianco e rosso.

Il sindaco Franco De Santi e il suo vice Mauro Gaspari erano stati sul posto fin dal momento dell’allarme per assicurarsi delle condizioni delle persone e delle loro necessità. I cinque residenti hanno trovato sistemazione presso parenti e non hanno fatto richieste particolari, se non quella di poter accedere quanto prima per rimettere in ordine lo stabile: «A parte i danni al tetto e alla soffitta, ci sono infiltrazioni d’acqua a tutti i piani fino alla cantina: vorremmo risanare quanto prima», dicono. «Nel pomeriggio di lunedì c’è stato il sopralluogo dei tecnici comunali. Dovrà esserci una perizia sull’immobile prima di autorizzare il rientro, ma da parte nostra garantiamo la massima collaborazione per accelerare l’iter e permettere alle persone di rientrare in possesso del bene in totale sicurezza», conclude il sindaco. •

Vittorio Zambaldo
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