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01.10.2019

Felix Moto, l’edificio in degrado a un anno dall’incendio doloso

La palazzina il giorno dopo l’incendio:  lo stabile è sotto sequestro
La palazzina il giorno dopo l’incendio: lo stabile è sotto sequestro

È passato un anno dalla notte dell’incendio doloso del condominio Napoleone di via XX Settembre, partito dal negozio New Felix Moto, per il quale è stato imputato Gilberto Felisi, che ha patteggiato quattro anni e sei mesi di carcere. Le ferite non si sono ancora rimarginate perché lo stabile è sotto sequestro dell’autorità giudiziaria e i segni del degrado e dell’abbandono sono evidenti da una strada di grande traffico come la regionale 11, che passa davanti all’edificio. La questione del degrado e dell’abbandono di rifiuti nell’area è stata sollevata in Consiglio comunale da Lorenza Faccioli, in minoranza con San Martino Domani, con un’interpellanza al sindaco per chiedere un aggiornamento della situazione. Le ha risposto l’assessore Giulio Furlani, con deleghe all’edilizia privata e attività produttive, che ha ripercorso le tappe della vicenda negli ultimi due mesi, facendo sapere che lo scorso 5 luglio è stato incaricato dal Tribunale l’architetto Renzo Andreoli che, gratuitamente, si è reso disponibile a svolgere la perizia giurata chiesta dal Comune. Il 4 e 5 settembre sono stati fatti i sopralluoghi congiunti allo stabile insieme a tutti i soggetti pubblici e privati competenti. Infine, il 24 settembre l’architetto Andreoli ha depositato in Tribunale la perizia giurata con lo stato dell’arte e le procedure suddivise in quattro fasi, finalizzate a ottenere la dichiarazione di agibilità del fabbricato secondo le tempistiche definite dal giudice. «Di certo il degrado e l’abbandono non sono un bel vedere», ha concluso Furlani, «ma il Comune non può assumersi di sua iniziativa l’onere di provvedere al ripristino dei luoghi, che sono di proprietà privata, con in più vincoli di natura giudiziaria ancora presenti; può tuttalpiù assicurare controllo e vigilanza sulle varie fasi della procedura in essere, attivo su ogni fase e incalzante per far sì che tutto si concluda nel minor tempo possibile». Il sindaco Franco De Santi ha voluto anche precisare in merito alla possibilità di un’ordinanza di sgombero che era già stata fatta: «Non è possibile emetterne una nuova, in quanto le ordinanze non hanno scadenza. L’ufficio Ecologia ha, tuttavia, emesso una diffida. Io stesso, durante il sopralluogo, mi sono proposto di sgomberare l’edificio dai rifiuti, ma i magistrati presenti mi hanno avvertito che solo l’ingresso non autorizzato, in una zona sottoposta a sequestro, comporta la denuncia. Di fatto possiamo solo vigilare sulle procedure ed è chiaro che la parte operativa spetta ai privati proprietari dell’immobile, mentre il potere sostitutivo da parte del Comune, invocato da alcuni, è un provvedimento eccezionale, usato quale ultima ratio quando non ci siano alte possibilità», ha concluso il sindaco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Vittorio Zambaldo
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