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28.02.2020 Tags: San Martino Buon Albergo

Felisi? Era pronto
alla fuga
verso la Croazia

È la sera del 18 settembre 2018 quando va a fuoco Felix moto in via XX Settembre a San Martino  B.A.Il rogo ha comportato la parziale distruzione del palazzo
È la sera del 18 settembre 2018 quando va a fuoco Felix moto in via XX Settembre a San Martino B.A.Il rogo ha comportato la parziale distruzione del palazzo

Arrigo Gilberto Felisi era pronto a fuggire il 4 ottobre 2018 ad una quindicina di giorni dall’incendio che lui stesso, a parere dell’accusa, aveva provocato nella sua concessionaria di moto in via XX Settembre a San Martino Buon Albergo. Aveva acceso le fiamme, sostiene l’accusa, per ottenere il risarcimento del danno dalla sua compagnia assicurativa. D’altro canto nei giorni precedenti all’arresto e dopo aver appiccato il rogo, Felix aveva trovato rifugio prima in Slovenia e poi in Croazia a casa di un amico.

È l’inedita circostanza, emersa dalla sentenza della Cassazione, pubblicata pochi giorni fa. I giudici di ultima istanza hanno respinto definitivamente il ricorso con il quale Felisi chiedeva l’alleggerimento della misura di custodia cautelare dal carcere agli arresti domiciliari. A Roma, quindi, è stata confermata la decisione del tribunale del riesame di Venezia, risalente al 2 agosto 2019 che, a sua volta, aveva lasciato intatta la misura del gip di Verona del 30 gennaio dello scorso anno.

 

Sulla base di quel provvedimento, quel giorno, Felisi rientrò in carcere dopo un periodo di arresti domiciliari, iniziato un mese prima. Felisi ha patteggiato il 17 settembre 2019 in primo grado, quattro anni e mezzo di carcere per aver incendiato la sua concessionaria di moto a due passi dal centro il 18 settembre 2018.

Quel rogo, riporta il capo d’imputazione, «riportava la parziale distruzione dell’immobile, rendendolo totalmente inagibile con concreto pericolo per l’incolumità dei residenti». In quel giorno, furono evacuati gli occupanti degli appartamenti e fu ferito anche un passante, colpito da un infisso espulso a seguito della deflagrazione. L’incendio aveva l’obiettivo della frode assicurativa, ovvero incassare il risarcimento per i danni subiti dalla concessionaria. Nella sentenza della Cassazione, viene ricostruita la condotta di Felisi dopo l’arresto del 4 ottobre di due anni fa.

 

Una volta ottenuti i domiciliari il 30 dicembre di quello stesso anno, riporta la sentenza, il veronese violò gli obblighi stabiliti dal gip. L’imprenditore fu sorpreso parecchie volte al bar e comunque fuori dalla sua abitazione negli orari in cui, invece, doveva restare a casa. Tutte queste irregolarità sono state segnalate dai carabinieri di San Martino Buon Albergo alla procura. Felisi aveva dimostrato riporta la sentenza della Cassazione, « indifferenza rispetto alle prescrizioni giudiziarie». C’era anche «un pericolo di allontanamento» ed era pertanto adeguata «la sola custodia cautelare in carcere». I giudici di ultima istanza, inoltre, segnalano anche come l’imprenditore «goda anche oggi di supporti logistici ed appoggi in grado di garantirgli la latitanza all’estero (in Corazia ndr) , trattandosi di un pericolo di fuga ancora oggi concreto». Peraltro, Felisi ha patteggiato otto mesi per l’evasione avvenuta nel gennaio del 2019. In realtà, i difensori avevano sottolineato nel ricorso «il mutamento dell’atteggiamento» di Felisi, in quanto aveva risarcito il Comune per i danni provocati con il rogo. Per la Cassazione, però, è ancora troppo presto per dire se l’imprenditore si è pentito di ciò che ha fatto.

Quell’indennizzo al Comune, conclude la sentenza, potrebbe rivelare «la necessità del tutto legittima dello stesso imputato di ottenere un trattamento sanzionatorio più favorevole». •

 

Giampaolo Chavan
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