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19.04.2019

Addio ad Aldo Tregnago papà della Protezione civile

Aldo Tregnago
Aldo Tregnago

Un male improvviso, scoperto un mese fa, non ha dato scampo ad Aldo Tregnago, che avrebbe compiuto 71 anni il 24 aprile, coordinatore responsabile del gruppo comunale di Protezione civile. Le esequie saranno celebrate domani alle 10.30 nella chiesa di San Martino vescovo. Fin da quando era dipendente Telve si era adoperato per essere preparato e in grado di affrontare particolari condizioni di crisi. «La Protezione civile sanmartinese nacque nel 1998 in accordo con l’allora sindaco Mario Lonardi e con Aldo ho condiviso tutte le fasi preparatorie e la prima azione che ci ha visti protagonisti», ricorda Maurizio Trevisan, oggi anche capogruppo degli alpini di Marcellise, «è stata nella notte di capodanno tra il 1999 e il 2000 quando l’allarme della prefettura per il possibile effetto Millennium Bug aveva messo in allerta la macchina dei soccorsi». «Per più di 20 anni si è dedicato al servizio degli altri ed è stato un grandissimo responsabile di squadra con un ancor più un grande senso di umanità», ricorda Trevisan. I volontari gli erano affezionati anche perché aveva il dono di non arrabbiarsi mai, di cercare sempre l’accordo con tutti, mettendo davanti sempre chi aveva bisogno di aiuto con il coraggio, non comune, di di far prevalere le regole del cuore piuttosto di quelle dettate dai codici. «Aldo era un amico per tutti noi, ancora prima di essere il nostro coordinatore; altruista a tutte le ore e con una parola e un incoraggiamento per tutti», lo ricorda Chiara Antonini, sua vice. «Per lui la Protezione civile era una fede ed era diventata la sua seconda famiglia; un grande esempio per tutti noi è stata la sua passione innata per trasmettere agli altri tutto il suo sapere, fino a diventare formatore per la Regione Veneto». Affranto per la notizia il sindaco Franco De Santi: «Con lui ho collaborato prima come assessore e poi come sindaco e gli riconosco una professionalità e una disponibilità fuori dal comune. È una figura che ha incarnato il valore del volontariato, sempre presente sugli scenari del bisogno, prima privatamente e poi come Protezione civile nei terremoti de L’Aquila, in Emilia a Cavezzo, ma anche con il sostegno alla popolazione sfollata a Porto Recanati e Camerino e nelle alluvioni che hanno colpito il nostro paese. Con lui è stato aperto l’ufficio di Protezione civile in Comune, che frequentava quotidianamente per il controllo delle emergenze », conclude il sindaco. •

Vittorio Zambaldo
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