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07.07.2019

Vietato usare acqua d’acquedotto per orti e giardini

Acqua che scarseggia ai piani alti dei condomini e amministrazione comunale che fa quel che può per limitare l’inconveniente. Mentre non si placano le lamentele per la scarsa pressione dell’acqua in uscita dai rubinetti e dai soffioni delle docce, il comune ha di nuovo vietato l’impiego dell’acqua dell’acquedotto civico per fasce orarie. È entrata infatti in vigore qualche giorno fa - e sarà valida fino al 30 settembre - l’ordinanza che, per non far mancare acqua a nessuno, vieta l’uso di quella d’acquedotto per innaffiare orti e giardini. Il divieto è valido fra le 6 e le 9 del mattino, fra le 11 e le 14 e fra le 16.30 e le 21. Nelle ore non comprese nelle tre fasce sarà possibile usare l’acqua dell’acquedotto anche per irrigare. Resta ancora inibito l’uso dell’acqua di prima falda attinta da pozzi privati per irrigare gli orti. Viene infatti disposto il divieto ad uso alimentare e irriguo dell’acqua prelevata da pozzi privati di prima falda dei territori di San Giovanni Lupatoto e parte di Pozzo. Un divieto che è in vigore da 10 anni «nella zona del capoluogo fino a via Cesare Battisti e via Damiano Chiesa, fatta eccezione per le aree agricole poste ad est/sud-est di via Pace Paquara, ovvero per tutto l’ambito pianeggiante a quota inferiore di via Porto (zona contigua all’Adige)». Nell’acqua di prima falda infatti ci sono tracce di cromo esavalente (rilevate la prima volta nel 2007) e di nichel. I proprietari di pozzi sono tenuti a controllare periodicamente la qualità dell’acqua e ad avvertire il Comune in caso di presenza di metalli pesanti oltre i limiti. La bonifica del terreno della ex Cromatura scaligera, la ditta di via Monte Comun (poi fallita) individuata da Comune e Arpav nel 2011 come responsabile dell’inquinamento da cromo, costerà 100mila euro ed è stato deliberata in una Conferenza dei servizi di febbraio con Comune, Ulss, Provincia, nuova proprietà. La vicenda dell’inquinamento del terreno si trascina dal 2007 quando, nel corso della bonifica dei terreni dell’ex cartiera, si trovò cromo esavalente, metallo ad elevata tossicità, nella prima falda. •

R.G.
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