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18.11.2019

Sale slot, il Tar dà ragione al Comune

Alcune slot machine
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Il Tar Veneto dà ragione al Comune e in tema di ludopatia e rigetta il ricorso di un sala giochi di San Giovanni Lupatoto che contestava la regolarità dell’ordinanza del sindaco del novembre di due anni fa, che poneva limiti più restrittivi agli orari di funzionamento di sale giochi e slot machine. Il Tar dice che i provvedimenti (impugnati sia l’ordinanza che il regolamento) rispondono all’esigenza di tutelare la salute pubblica. Con sentenza dell’11 novembre, i giudici del Tar hanno infatti respinto il ricorso contro le disposizioni comunali che prevedono l’accensione degli apparecchi in determinate ore del giorno: dalle 10 alle 13 e dalle 17 e alle 22. L’apertura limitata delle attività legate al gioco, si legge nella sentenza, risulta proporzionata rispetto agli obiettivi di prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico e realizza un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo. Il Tar evidenzia anche, richiamando il Consiglio di Stato, che dal complesso quadro giuridico che regola la materia emerge non solo e non tanto la legittimazione, ma l’esistenza di un vero e proprio obbligo a porre in essere, da parte dell’amministrazione comunale, interventi limitativi nella regolamentazione delle attività di gioco, ispirati per un verso alla tutela della salute, e per un altro verso al principio di precauzione. Nella sentenza viene respinta la tesi secondo cui l’amministrazione comunale non avrebbe effettuato indagini adeguate sull’incidenza della ludopatia nel territorio. Da un lato il Tar evidenzia come la diffusione del fenomeno della ludopatia sia ormai una nozione di comune esperienza, e dall’altro come il Comune abbia tenuto conto dei dati relativi alla situazione a livello locale segnalata nella nota dell’Ulss 9 del 23 luglio 2017 che forniscono un’idea comunque sottostimata del fenomeno, dal momento che la ludopatia tende a rimanere sommersa. La preoccupazione del Comune è anche collegata alla diffusione delle apparecchiature di gioco. Per i rischi economici paventati dagli operatori di gioco, il Tar scrive che le sale potrebbero organizzare diversamente le loro attività. La sentenza dice anche non è possibile fare appello alla nuova legge regionale sul gioco, che prevede fasce orarie uniformi in tutta la Regione, vista l’entrata in vigore successiva all’ordinanza di San Giovanni Lupatoto, né all’accordo tra Stato ed enti locali del 2017, per il riordino del settore giochi perché manca il decreto attuativo. Pertanto, in attesa del previsto riordino i Comuni hanno la facoltà di stabilire le limitazioni che ritengono opportune. «Siamo soddisfatti della sentenza del Tar», afferma l’assessore comunale al sociale Maurizio Simonato, «evidenzia come i nostri provvedimenti di contrasto alla ludopatia siano corretti e motivati dall’esigenza di tutelare la salute pubblica e il benessere individuale». •

Renzo Gastaldo
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