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21.08.2019

Rogo, badante salva anziano terrorizzato

Maximiliano Larrondo indica il balcone del suo appartamento, incendiatosi domenica sera in via Gorizia FOTODIENNE
Maximiliano Larrondo indica il balcone del suo appartamento, incendiatosi domenica sera in via Gorizia FOTODIENNE

L’ottantacinquenne ha perso lucidità da tempo ma la visione di quelle fiamme e fumo, provenienti dal balcone del vicino, l’hanno terrorizzato. C’è voluto tutto il sangue freddo del suo badante srilankese per riportarlo alla calma, prima e per accompagnarlo fuori dall’appartamento poi che rischiava di essere attinto dalle fiamme. Si sono vissuti attimi di grande spavento e paura due sere fa in via Gorizia nel condominio «La Fenice» che in realtà ha l’ingresso in via Venezia 17. A causa di un corto circuito, poco prima delle 22 di domenica si è bruciato il motore del condizionatore dell’appartamento al primo piano, affittato dalla famiglia di Maximiliano Larrondo, 35 anni, composta dalla moglie Sandra Paola, 39, e tre figli di 17, 5 anni e 18 mesi. Ora quell’alloggio è inagibile: il fuoco ha bruciato sia le tubazioni del gas oltre che i cavi della luce. In più, il forte calore ha provocato lo scoppio di tutti i vetri e il salotto è invaso da frammenti provenienti delle finestre. Ci sono poi tutti i muri anneriti in quell’abitazione e il parapetto del balcone al secondo piano a causa delle fiamme e un forte odore acre di fumo, estesosi anche sulle scale che, seppur in modo leggero, persisteva anche ieri nelle prime ore del pomeriggio. «Due sere fa, ho visto il fuoco nel balcone del nostro vicino», racconta il badante srilankese «con le fiamme che rischiavano di attingere anche il nostro appartamento. L’ha visto anche l’anziano che assisto. Ha iniziato ad urlare, era terrorizzato da quelle fiamme anche perchè il fumo si stava diffondendo in casa oltre che nel vano scale». Il giovane non si è perso d’animo, ha aperto la porta d’ingresso e ha spinto la carrozzina dell’anziano sul pianerottolo al primo piano della palazzina: «L’ascensore? No, ho evitato, non sapevo in che condizioni era. Ho trovato un altro vicino che mi ha aiutato e insieme abbiamo sollevato la carrozzina, scendendo le rampa di scale e poi uscendo dal portone del condominio». L’anziano si è calmato poco dopo e non ha avuto bisogno dell’assistenza dei sanitari di Verona emergenza, intervenuti sul luogo dell’incendio con i vigili del fuoco di Verona e i carabinieri di San Giovanni Lupatoto. «Poco prima di mezzanotte», conclude lo srilankese, «siamo rientrati in casa così come hanno fatto tutti gli altri condomini». Tutti tranne la famiglia di Maximiliano Larrondo, autista di una ditta di trasporti. «»Due sera fa, stavamo guardando la televisione», racconta il trentacinquenne «quando si sono spente le luci. Sono sceso dal primo piano per andare a riattivare i contatori quando dopo venti, trenta secondi, ho prima sentito e poi ho visto mia moglie scendere le scale di corsa con i miei figli, urlando che si stava incendiando il balcone». Sono stati attimi di grande panico per tutti i residenti in quella casa: «Sono risalito in casa, mi sono precipitato sul balcone ma c’erano fiamme ovunque, non c’era più niente da fare, ho visto il mobiletto in plastica sciogliersi a causa del calore e sono sceso, in attesa dei vigili del fuoco». Nel frattempo, il fumo proveniente dal rogo sul balcone si è propagato sul vano scale del palazzo a tre piani, composto di 18 appartamenti, costringendo i pompieri ad evacuare tutti i condomini. Ora, però, l’autista sta cercando disperatamente un alloggio dove poter trascorrere questi giorni in attesa che vengano risistemati gli impianti di gas e luce della sua casa, affittata cinque anni fa. «Lancio un appello a tutti» dice a L’Arena, «perchè mi aiutino a trovare un alloggio per questo periodo di tempo che siamo senzatetto». La situazione in famiglia non è delle più semplici: «Mio figlio di 17 anni è disabile e mia moglie è appena guarita da un cancro. Sto telefonando ad agenzie immobiliari e Bed and breakfast ma fino ad adesso non ho trovato una soluzione. Per il momento, siamo da una conoscente ma ha anche lei i suoi problemi e non possiamo chiederle altri giorni di ospitalità». Chiunque volesse dare una mano al signor Larrondo, lo può chiamare al suo cellulare al 333.8806706. •

Giampaolo Chavan
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