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16.03.2019

Rivive il Circuito del Pozzo coi racconti dedicati alle auto

La sala civica dell’ex chiesa del Pozzo ospita stasera alle 20.30 la premiazione della prima edizione del premio letterario Circuito del Pozzo. È uno degli eventi legati alle iniziative rievocative del circuito automobilistico di Pozzo, la mitica corsa che si tenne dal 1926 al 1929 fra San Giovanni e Verona. Il concorso, al quale hanno partecipato in 96, aveva come tema «Quattro ruote e una strada infinita» e prevedeva la presentazione di racconti brevi su personaggi del mondo automobilistico, o di viaggio o personali. I racconti sono stati esaminati da una giuria coordinata da Elisa Trettene: vincitrice Sara Galeotti di Roma con il testo «Tacchini in fuga», seconda classificata Imma Di Nardo di Milano (Moschettieri a quattro ruote) e terzo Giovanni Maria Bonomo di Verona (La corda vista con gli occhi di un bambino). I racconti premiati verranno letti stasera da Diego Alverà. Dopo le premiazioni sarà possibile visitare la mostra di cimeli del circuito e assistere alla proiezione di foto e filmati d’epoca, curati da Mauro Taioli, Nicola Barbieri e Danilo Castellarin. Il circuito del Pozzo si svolse dal 1926 al 1929 e a più si novant’anni di distanza dalla prima edizione continua ad essere impresso nella memoria del paese. Si snodava per 12 chilometri in gran parte in rettilineo, su strada bianca, dal quartiere delle Giare di Verona a Palazzina al capoluogo di San Giovanni Lupatoto, a Pozzo per tornare a Verona lungo via Battisti. «Il circuito era uno dei più rinomati d’Italia anche perché era velocissimo e in qualche modo faceva concorrenza al gran premio di Monza», ricorda il professor Roberto Facci, presidente del comitato Radici. «Il merito di questa iniziativa va a Mauro Taioli, che quattro anni fa dopo aver raccolto informazioni e materiali ha deciso di riproporre il revival del circuito del Pozzo e di offrire uno spaccato del mondo dell’automobile da corsa negli anni Venti». Dalle ricerche è emerso che il circuito venne istituito come manifestazione collaterale alla fiera agricola di Verona per iniziativa dell’Automobil Club cittadino che chiese, tra l’altro, al comune lupatotino di sistemare le strade. Nel 1930 venne deciso di non svolgere più la corsa a causa della sua pericolosità. Il 2 giugno 1929 alla gara partecipò anche Enzo Ferrari (aveva 31 anni) alla guida di un’Alfa Romeo 6 c 1750, riuscendo a classificarsi quinto assoluto. Nelle pubblicazioni specializzate si legge che il circuito di Pozzo era «lungo 12,343 km da ripetersi almeno 20 volte, di forma triangolare con ai vertici Verona, San Giovanni Lupatoto e la località di Pozzo, non richiedeva particolari abilità proprie dei percorsi misti ma erano indispensabili il coraggio e la resistenza per guidare oltre due ore sui due rettilinei di strada bianca dove i piloti raggiungevano le punte dei 150 km/h». Il circuito era tappa ufficiale del Campionato Italiano Grand Prix di autovetture e del Campionato Italiano Velocità di moto. Si ricorda che nel 1928 ha ottenuto qui una delle sue prime vittorie il leggendario Tazio Nuvolari battendo il Diavolo Rosso Pietro Bordino entrambi su Bugatti, dopo aver vinto l’anno precedente in moto nella classe 350 cc. sulla Bianchi Freccia Celeste. •

R.G.
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