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28.10.2019

punti di maggior traffico: è una zona con le caratteristiche adeguate per l’attendibilità delle rilevazioni

Una strada di San Giovanni Lupatoto: via Monte Pastello
Una strada di San Giovanni Lupatoto: via Monte Pastello

Centralina «privata» per la rilevazione on line dell’inquinamento atmosferico a San Giovanni Lupatoto. La notizia viene da Corrado Franceschini e Diego Todeschini, ex consiglieri comunali ed esponenti dell’associazione culturale e ambientale San Giovanni Città Democratica (sul tema si terrà un incontro domani alle 20.30 al Centro culturale). «La nostra associazione, da anni impegnata in paese per conoscere i valori delle polveri Pm10 e Pm 2,5, ha installato una centralina nel territorio comunale per dare la possibilità ai cittadini di visualizzare giornalmente on line i valori rilevati delle polveri Pm10 e Pm 2,5», annunciano Todeschini e Franceschini. «Crediamo che sia una informazione importante per le persone interessate ai temi ambientali, in particolare alla conoscenza della qualità dell’aria». La centralina è dislocata in via Lazio, in una zona con le caratteristiche adeguate per l’attendibilità delle rilevazioni e quindi non troppo vicina ai punti di maggior traffico veicolare. «L’apparecchiatura, funzionante da agosto, rileva ogni 5 minuti sia le concentrazioni di Pm10 sia quelle di Pm5 e aggiorna il proprio archivio statistico», dice Franceschini. «Come associazione ambientalista facciamo parte della prima rete indipendente di centraline low cost per il monitoraggio dell’aria denominata “Che aria tira?”», aggiunge Todeschini. «È un progetto di Cittadinanza Attiva e di Citizen Scienze che ha come obiettivo di costruire una rete di monitoraggio dell’aria a disposizione dei cittadini. Il progetto è completamente in open source e condivide la filosofia dell’open data, della trasparenza e della partecipazione. Sono già attive diverse centraline nel Veneto; la nostra è la prima centralina installata in provincia di Verona». Per prendere visione dei dati e del progetto occorre collegarsi al sito http://www.cheariatira.it/ nello specifico dal menù Centraline – Centraline in Veneto – Provincia di Verona, oppure facendo clik sulla mappa geografica sensibile su San Giovanni Lupatoto. Città Democratica già nell’ottobre 2015 aveva posto pubblicamente il problema della qualità dell’aria in paese chiedendo l’installazione nel centro all’abitato di una stazione di rilevamento degli inquinanti. La richiesta era stato motivata dalle molte criticità evidenziate nel territorio lupatotino dal Dipartimento provinciale dell’Arpav e dal Piano di azione e risanamento della qualità dell’aria. «In particolare risaltano le emissioni di Pm10, di monossido di carbonio e gli ossidi di azoto, tutti con valori molto superiori agli altri comuni della provincia di Verona, forse dovuti al fatto che il comune lupatotino ha il più alto indice di densità abitativa per chilometro quadrato della provincia, tra i più alti indici di superficie edificata, e di conseguenza un minore spazio verde pro capite», dichiaravano i due ex consiglieri. «Come se non bastasse, nell’ area circostante il paese, oltre a una fonderia di seconda fusione situata in zona industriale, sono attive tre acciaierie in località Campagnola, e una discarica in località Ca’ Bianca, entrambe a pochi chilometri da San Giovanni Lupatoto». In sostanza Città Democratica da tempo pone il tema di quale area si respira. «I rischi per la salute sono inequivocabilmente legati al degrado ambientale ed emergono sempre più conferme, dalle conoscenze scientifiche, che la cattiva qualità dell’aria che respiriamo incide in modo significativo sulle condizioni di salute delle persone», sostiene il movimento. La questione della stazione municipale lupatotina per il rilevamento dell’inquinamento è stata portata in Consiglio comunale dalle consigliere di opposizione Anna Falavigna e Martina Gambacorta. La maggioranza per bocca del presidente della consulta per l’ambiente Roberto Facci aveva replicato che la situazione era nota e certificata da Arpav (che ha fatto un paio di rilevazioni a Raldon) e che ci si doveva concentrare sulle azioni da intraprendere per ridurre le emissioni pericolose. •

Renzo Gastaldo
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