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16.07.2019

Parco giochi aperto, ma con riserva

Il parco giochi del Buon Pastore a San Giovanni Lupatoto DIENNEFOTO
Il parco giochi del Buon Pastore a San Giovanni Lupatoto DIENNEFOTO

Avrebbe dovuto riaprire ieri il parco giochi parrocchiale del Buon Pastore a San Giovanni Lupatoto. Ma la pioggia ha rovinato la festa. Poco importa: vi si potrà accedere tutte le mattine dalle 8.30 alle 12 e il mercoledì dalle 16.30 alle 18.30. Si tratta di un’apertura «sperimentale» ha avvisato la parrocchia, spiegando che ci sarà l’immediata chiusura se si dovessero ripetere i «comportamenti non del tutto consoni» che insieme ai problemi di pulizia e scarsa educazione civica avevano portato, a metà maggio, a chiudere la struttura. L’annuncio che i co-parroci don Mauro Bozzola e don Daniele Scandella avevano dato a metà maggio era stato di tono ultimativo. «Se nel corso della prossime due settimane non si renderanno disponibili alcuni volontari disposti a prestare il loro tempo per pulire e sorvegliare la struttura, trarremo le decisioni conseguenti e ci troveremo costretti a chiudere il parco giochi», avevano detto i sacerdoti. Il motivo del provvedimento era stato spiegato. Frammenti di bottiglie rotte e cicche di sigarette costellavano gli spazi del parco giochi e a questa situazione andavano aggiunti i comportamenti «poco consoni» imputabili soprattutto ad alcune persone maleducate e ad alcune compagnie di giovani che passavano ore (soprattutto serali) seduti nella miniarena che si trova all’interno del parco giochi. Sembrava da addebitare soprattutto a queste compagnie la cattiva abitudine di gettare le cicche di sigaretta a terra e di abbandonare le bottiglie vuote di bibite e le lattine. L’obiettivo dichiarato dei sacerdoti era prioritariamente quello di coinvolgere le famiglie nel problema. L’ultimatum venuto dal pulpito aveva avuto una certa eco sulle pagine dei social media, ma non si era registrata nessuna vera «insurrezione» popolare di fronte alla ventilata chiusura del parco giochi. Soltanto una decina di persone si era resa però resa disponibile a fare il guardiano-addetto alle pulizie. Anche l’amministrazione comunale si era messa a disposizione per trovare una soluzione e aveva assicurato la propria disponibilità a fornire sostegno. Il comune era ben consapevole che nello spazio verde parrocchiale, attrezzato con giochi e dotato anche di un campetto di calcio e di una piastra per basket e pattinaggio, si ritrovano le famiglie con i bimbi più piccoli, ma anche gli adolescenti. Ogni giorno, infatti, la struttura, unico spazio verde di aggregazione per famiglie e ragazzini del quartiere nord ovest dal capoluogo, era frequentata da centinaia di persone di diversa età. Nonostante la piena disponibilità dell’amministrazione comunale la parrocchia a fine maggio non ha fatto passi indietro motivando la chiusura come «una scelta educativa nell’intento di coinvolgere la comunità parrocchiale». Il malcontento per la decisione della parrocchia era subito emerso sulle pagine dei social. Al motto «Il parco giochi del Buon Pastore chiuso è una vergogna!», corredato con la foto dei due cartelli affissi che sancivano la chiusura, un gruppo di genitori lupatotini aveva alzato la testa nei riguardi della parrocchia. «Soluzione troppo drastica quella della chiusura», dicevano i genitori, che hanno anche incontrato i sacerdoti. «Non vogliamo mettere in dubbio le giuste esigenze di pulizia e sorveglianza della struttura», hanno sottolineato. «Noi non ci siamo mai accorti della situazione di degrado denunciata dai sacerdoti, anche se è vero che le compagnie giovanili che vi facevano “comunella”, qualche comportamento criticabile lo mettevano in atto». Intanto le compagnie giovanili si sono spostate nelle vicinanze del laghetto della zona di edilizia economica popolare. •

Renzo Gastaldo
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