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03.07.2019

No all’ecotassa «punitiva», ricorso al Tar

L’ecocentro della Sgl Multiservizi che gestisce la raccolta rifiuti
L’ecocentro della Sgl Multiservizi che gestisce la raccolta rifiuti

Ecotassa, il Comune non ci sta a pagare la quota massima, di 25,82 euro a tonnellata di rifiuti e malgrado le rassicurazioni della Regione su una possibile retromarcia tariffaria, l’ente presenta ricorso contro la delibera regionale. La giunta comunale ha infatti autorizzato il sindaco ad avanzare ricorso al Tar per «ogni atto o provvedimento di applicazione dell’ecotassa per il Comune di San Giovanni Lupatoto nella misura massima». L’incarico per la difesa dell’ente è stato assegnato all’avvocato, e docente universitario veneziano, Sebastiano Maurizio Messina. Tutta la vicenda inizia con la pubblicazione sul Bur regionale, il 30 aprile scorso, della delibera di Giunta regionale, la numero 423 del 9.4.2019, nella quale appare che il Comune di San Giovanni Lupatoto è inserito nella tabelle dei Comuni assoggettati al pagamento del tributo speciale per il deposito in discarica (meglio noto come ecotassa) nella misura intera, stabilita dai provvedimenti regionali. Il motivo per essere finiti nella «lista dei cattivi» che devono pagare di più? Non è stato rispettato il termine previsto per l’invio della dichiarazione di veridicità dei dati relativi alla raccolta differenziata nel territorio. La differenza non è cosa di poco conto: chi ha raggiunto una raccolta differenziata superiore al 65 per cento, ad esempio, paga 7,75 euro a tonnellata di ecotassa, mentre chi non ha raggiunto questa percentuale oppure ha trasmesso in ritardo i dati è chiamato a versare la tariffa piena, pari a 25,82 euro. Diceva la delibera regionale: «L’Agenzia regionale Arpav fa presente che cinque Comuni, tutti posti in provincia di Verona, precisamente San Giovanni Lupatoto Cerro Veronese, Mezzane di Sotto, Selva di Progno e Villa Bartolomea, non hanno rispettato la scadenza del 28 febbraio 2019 per la trasmissione della documentazione, non osservando così gli obblighi amministrativi stabiliti dalla norma regionale e devono, pertanto, essere assoggettati al pagamento del tributo nella misura piena». Emerso il problema, la Sgl Multiservizi e il Comune avevano preso contatti con Venezia, ottenendo rassicurazioni sul fatto che l’ente sarebbe stato tirato fuori dalla lista nera degli inadempienti. L’8 maggio 2019, infatti, il sindaco Gastaldello ha inviato a Venezia una lettera contenente la richiesta di modifica della delibera di Giunta regionale con l’ecotassa alta. Alla lettera è seguito un incontro avvenuto a Venezia il 14 giugno e una serie di colloqui intercorsi fino al 26 giugno. Malgrado tutto ciò, la Regione non ha modificato la delibera di aprile e siccome il termine per presentare il ricorso scadeva il primo luglio, l’amministratore di Sgl Multiservizi, ha ricordato al Comune l’opportunità di ricorrere al Tar. Se la rettifica richiesta alla Regione non venisse però accettata, il conto che San Giovanni potrebbe dover pagare sarà abbastanza salato. Le 2.581 tonnellate (il dato è riferito al 2017) di secco indifferenziato conferite in discarica dagli oltre 11mila utenti lupatotini comporterebbero, con il tributo a tariffa piena, un aumento di spesa di circa 46mila euro. Somma che occorrerebbe individuare tra le pieghe del bilancio o caricando, opportunamente ripartita, l’onore sulle bollette degli utenti del servizio raccolta rifiuti. La giunta comunale avrebbe anche altro da eccepire, su questa vicenda: «Pensiamo che la norma regionale sull’ecotassa costituisca un’ipotesi di applicazione del tributo non conforme ai principi dell’ordinamento tributario vigente, in quanto, nonostante l’apparente previsione di un’agevolazione, riconosciuta a situazioni di minore produttività di rifiuti non differenziati, in realtà comporta un pagamento dell’ecotassa non proporzionale all’effettiva percentuale di raccolta differenziata richiedendo la tassa per intero anche in presenze di violazioni soltanto formali», si obietta nella delibera di assegnazione dell’incarico al legale che seguirà il ricorso del Comune contro la Regione. «È iniquo prevedere, a fronte di violazioni formali, il pagamento previsto nella massima misura per quegli enti che producono le maggiori percentuali di rifiuti indistinti», conclude il ragionamento la Giunta. •

Renzo Gastaldo
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