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22.07.2019

«No all’ecotassa fatta pagare ai cittadini»

La sede di Sgl Multiservizi coinvolta nella questione dell’ecotassa
La sede di Sgl Multiservizi coinvolta nella questione dell’ecotassa

Se l’ecotassa per tardiva comunicazione dei dati deve essere pagata, non rivolgetevi agli utenti del servizio di raccolta dei rifiuti. È questo il senso della mozione presentata per il consiglio comunale dal consigliere M5s Roberto Bianchini che verrà discussa mercoledì. «La mozione è indirizzata al sindaco Attilio Gastaldello e al Consiglio e vuole evitare in ogni modo che sia l’utenza lupatotina a coprire gli eventuali aumenti dell’ecotassa. Se c’è da pagare, vanno individuate le responsabilità che hanno portato a questa situazione», dice Bianchini. «Chi ha la responsabilità della Sgl Multiservizi (società municipale incaricata della gestione della raccolta dei rifiuti) deve rispondere dei suoi atti e di quelli della società, senza nemmeno pensare di trasferire questo costo inatteso sui cittadini utenti», dichiara il consigliere grillino, La multa in ballo si aggira sui 46mila euro. Più che una multa, si tratta di un mancato sconto per le amministrazioni comunali che non hanno osservato il termine del 28 febbraio per la comunicazione dei dati relativi alla raccolta differenziata. Il comune lupatotino rispetta ampiamente la percentuale di raccolta differenziata e, tramite la società Sgl Multiservizi, ha comunicato questi dati all’Agenzia regionale per la protezione ambientale entro il previsto termine del 28 febbraio. Entro la stessa data occorreva però inviare all’Arpav la Certificazione di veridicità di quei dati. Termine che Sgl Multiservizi non ha rispettato. «Sgl ha trasmesso tutti i dati sulla raccolta differenziata entro la data del 28 febbraio, semmai ha tardato qualche giorno nel trasmettere la Certificazione di veridicità dei dati stessi che viene richiesta nonostante l’invio avvenga su portale dedicato con accesso esclusivo da parte del gestore che garantisce la provenienza», aveva precisato l’assessore alle società partecipate Luisa Meroni, quando è scoppiata la grana. Il Bur del 30 aprile ha pubblicato la delibera di Giunta regionale numero 423 del 9.4.2019, nella quale il Comune di San Giovanni Lupatoto è stato inserito nella tabelle dei comuni assoggettati al pagamento del tributo speciale per il deposito in discarica (meglio noto come ecotassa) nella misura intera stabilita dai provvedimenti regionali. Diceva la delibera di Venezia: «L’Arpav fa presente che cinque Comuni, tutti posti in provincia di Verona, precisamente San Giovanni Lupatoto, Cerro Veronese, Mezzane di Sotto, Selva di Progno e Villa Bartolomea, non hanno rispettato la scadenza del 28 febbraio 2019 per la trasmissione della documentazione, non osservando così gli obblighi amministrativi stabiliti dalla norma regionale e devono, pertanto, essere assoggettati al pagamento del tributo nella misura piena». Emerso il problema, la Sgl Multiservizi e il Comune avevano preso contatti con Venezia, ottenendo rassicurazioni sul fatto che l’ente sarebbe stato tirato fuori dalla lista dei cattivi. L’8 maggio 2019 il sindaco ha inviato a Venezia una lettera con la richiesta di modifica della deliberazione della giunta regionale. Alla lettera è seguito un incontro negli uffici di Venezia il 14 giugno e una serie di colloqui intercorsi fino al 26 giugno. Ma la Regione non ha modificato la delibera di aprile e siccome il termine per presentare il ricorso scadeva il primo luglio, l’amministratore di SGL Multiservizi, ha ricordato al Comune l’opportunità di ricorrere contro la delibera. La giunta ha quindi affidato l’incarico per il ricorso all’avvocato veneziano Sebastiano Maurizio Messina. Se il Comune vedrà riconosciute le sue ragioni (la percentuale di differenziata supera da sempre il 70 per cento) non ci sarà l’aumento. «Ma se il ricorso venisse respinto e l’ecotassa dovesse essere corrisposta in misura intera, non sogniamoci neppure per un attimo di mettere le mani nelle tasche dei contribuenti lupatotini. Troviamo piuttosto chi ha lasciato decorrere il termine e mandiamo il conto a lui», dice Bianchini. •

Renzo Gastaldo
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