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05.02.2020

«Morto per imprudenza? Inverosimile»

I carabinieri a Vallese di Oppeano dove ha perso la vita Bonetti Pierluigi Bonetti con la moglie Paola e la figlia Sara in montagna
I carabinieri a Vallese di Oppeano dove ha perso la vita Bonetti Pierluigi Bonetti con la moglie Paola e la figlia Sara in montagna

Scrupoloso, attento, preciso, prudente, totalmente dedito alla sua famiglia e al lavoro. Era così sia nella sua professione di ingegnere che nella vita privata ma nello stesso tempo era anche aperto all’innovazione, in particolare alle energie rinnovabili perché era molto attento alla cura dell’ambiente. Pierluigi Bonetti, 61 anni, residente in vicolo Ceroni, era così, e in questo modo lo ricordano a San Giovanni Lupatoto i parenti e gli amici che lo hanno, purtroppo, perso improvvisamente. Lunedì, alle 13, infatti, il professionista è stato tradito da quell’ultimo passo sopra una scala mentre lavorava in un’azienda di logistica di Vallese di Oppeano. L’uomo è scivolato ed è purtroppo precipitato al suolo e lì è rimasto, esanime. La notizia della morte di Pierluigi Bonetti ha scosso il paese, dove l’imprenditore era molto conosciuto. La moglie Paola Tosi e la figlia Sara, sconvolte dal dolore, non sanno darsi pace di quanto è accaduto, così improvvisamente da lasciare attoniti. «Venite, a Pierluigi è successo un incidente ma non sappiamo cosa si è fatto. Così ci hanno detto quando ci hanno avvisato al telefono dell’infortunio occorso a papà», raccontano Paola e Sara. «Non avremmo mai pensato di trovarlo senza vita su quel piazzale». Ieri mattina, pur straziate dalla perdita, madre e figlia hanno dovuto affrontare gli obblighi burocratici del riconoscimento della salma all’ospedale di Legnago. «Pierluigi era un grande lavoratore e una persona a modo», commentava ieri pomeriggio la moglie Paola. «Oltre al lavoro e alla famiglia, aveva pochi hobby. Tra questi, l’orto di via Tasso, dove si recava appena poteva, e qualche puntata in montagna. Quando potevamo, andavamo insieme sulle Dolomiti, perché amava immensamente la natura e l’ambiente. Quello che non gli piaceva erano il traffico e la confusione». Una passione, quello per l’ambiente, che Pierluigi aveva applicato anche nel suo lavoro e che proponeva (e propugnava) quotidianamente. Dopo il diploma al liceo scientifico, aveva scelto di laurearsi in ingegneria elettronica, all’università di Padova. Dopo la laurea, e trascorsi 21 mesi nel servizio civile, Pierluigi Bonetti aveva intrapreso il mestiere di professore, insegnando per oltre dieci anni all’istituto tecnico «Marconi» di Verona e all’istituto «Giorgi», sempre in città, e anche a corsi serali. Intanto, a metà degli anni Novanta, iniziarono a prendere piede i pannelli e le celle fotovoltaiche e Pierluigi ci credette fin da subito, tanto da abbandonare, dopo un periodo di part time, la scuola e l’insegnamento. Nel 1996 ha fondato, con il cugino Cristian Bonetti, la «Bonetti Soluzioni Energetiche», installando impianti fotovoltaici a una numerosa clientela. Del ricorso alle fonti riciclabili e delle applicazioni nel settore delle energie rinnovabili, l’ingegnere aveva fatto anche una filosofia di vita. Aveva già un’auto elettrica - «Ne aveva avute due», precisa la moglie - e la sua abitazione, dotata di pannelli fotovoltaici, era sprovvista, per scelta, dell’impianto del gas metano. «Stava progettando anche di installare, per la nostra casa, una pompa di calore», racconta la moglie Paola, «perché quando credeva in qualcosa, come la difesa dell’ambiente, agiva e con passione: questa era la sua principale caratteristica», dice la moglie. La donna, e la figlia, non si capacitano della morte del loro caro, della perdita del loro Pierluigi. «La sua meticolosità e l’attenzione che poneva nel fare le cose, fanno sembrare impossibile un’imprudenza», afferma Paola. Vittorio Diazzi, vicino di casa e parente di Paolo, interviene: «Sapeva fare tutto e bene, ed era sempre disponibile a risolvere qualsiasi problema», dice il commerciante in pensione, a lungo alla guida dei negozianti lupatotini. «Era un lavoratore instancabile, particolarmente attento alla salvaguardia dell’ambiente». La data dei funerali di Bonetti non è ancora stata fissata. La famiglia Bonetti è una presenza storica in paese, molto conosciuta anche perché negli anni Cinquanta aveva gestito il traghetto sul fiume Adige che collegava l’argine destro con quello sinistro e le Basse di San Michele. •

Renzo Gastaldo
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