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03.11.2019

La bara di Tania circondata da caschi

L’arrivo della bara alla chiesa parrocchiale di Pozzo, dove sono stati celebrati i funerali FOTOSERVIZIO DIENNE
L’arrivo della bara alla chiesa parrocchiale di Pozzo, dove sono stati celebrati i funerali FOTOSERVIZIO DIENNE

La chiesa di San Gaetano a Pozzo ieri mattina era stracolma di gente sia seduta che in piedi per l’ultimo saluto a Tania Giavara Dal Pez, la trentaseienne lupatotina vittima di un incidente motociclistico domenica scorsa a Montecchio Maggiore: i parenti, gli amici, motociclisti e non, ma anche tanti semplici conoscenti. Tutte persone che hanno voluto rendere omaggio alla giovane tragicamente scomparsa. Al fianco di mamma Patrizia, di papà Marco e della sorella Erika c’era, in carrozzina e con la gamba ingessata, il compagno di Tania, Nicola, che domenica pomeriggio era alla guida della moto Bmw sulla quale viaggiava anche Tania. Nicola aveva il volto rigato di lacrime mentre, sospinto da un amico, entrava in chiesa. A lui si è amorevolmente rivolta la mamma di Tania: «La sospingiamo, io e te la bara di mia figlia», ricevendo in risposta un mezzo sorriso. La bara di Tania era in legno laccato bianco, coperta soltanto da un cuscino di fiori dove prevalevano le rose bianche. La salma era arrivata sul carro funebre immediatamente seguito dalle vetture dei familiari e da quasi sessanta moto di grossa e cilindrata che, incuranti della pioggia delle 10.30, hanno voluto far da scorta alla bara per dare l’ultimo tributo alla giovane scomparsa. Moto quasi tutte appartenenti al Motopinguino di Modena, associazione benefica che raduna i motociclisti di quella città alla quale Nicola e Tania (ed anche lo zio di lei, Luca Merlini), appartenevano. I motociclisti, entrati in chiesa, hanno depositato il loro casco sul pavimento coperto da un tappeto intorno al feretro determinando un effetto scenico emozionante. Gente, tutti con giacca in pelle (qualcuna anche borchiata) o impermeabile, che non ha avuto problemi a mostrare qualche lacrima nel momento dell’ultimo saluto a Tania. Dal pulpito, don Elio Aloisi, parroco di Pozzo, ha pronunciato le sue parole su Tania. «La vita è un dono meraviglioso che però va restituito e rimesso in circolo. Tania era nella dimensione del dono e tante testimonianze riferiscono di lei che saputo donare affetto, amore e aiuto in famiglia. C’era in lei però anche una dimensioni di volontariato che si manifestava soprattutto con le attività rivolte ai bambini in difficoltà». «Il cammino del dono comunque faceva parete dell’intimo essere di Tania e, spesso le iniziative di appoggio alla campagna del Motopingioni a favore dei bambini avevano successo grazie alle attività di supporto proposte dalla giovane», ha concluso il sacerdote dicendosi certo che ci sarà qualcuno in grado di sostituire Tania in questi cose. «Loro sapranno continuare questo cammino che Tania ha dovuto tanto bruscamente interrompere. Affidiamo la sua anima a Dio», ha concluso il sacerdote, ricordando l’encomiabile atto della donazione degli organi della giovane scomparsa. Don Francesco Todeschini, parroco di Buttapietra, ha spiegato la sua presenza con l’invito ricevuto a concelebrare a seguito del legame nato cinque anni fa con i motociclisti dopo un viaggio di tre giorni a Roma per una visita la Papa. «Anche se una morte a 36 anni risulta inspiegabile, questo non è il momento di perdere la fede ma di confidare nel Padre. Tania continua a vivere in cielo e noi dobbiamo portala come esempio», ha detto don Todeschini. La cerimonia si è chiusa sulla musica di Cam caminì di Mary Poppins, canzone che Tania prediligeva sin dall'infanzia. Presenti ai funerali il sindaco di San Giovanni Lupatoto Attilio Gastaldello, accompagnato dall’assessore Debora Lerin, e l’ex primo cittadino di Verona Flavio Tosi (Tania era entrata nella sua lista lupatotina guidata da Alessandro Perbellini, pure lui presente). Alla fine della cerimonia funebre, i primi ad avvicinarsi per un abbraccio ai genitori e alla sorella, sono stati i motociclisti. La salma è quindi partita per la cremazione.

Renzo Gastaldo
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