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20.07.2019

L’addio al paladino Rosa Una vita per salvare il verde

Ezio Rosa: questa mattina i funerali nella chiesa del Buon Pastore
Ezio Rosa: questa mattina i funerali nella chiesa del Buon Pastore

Si svolgeranno stamattina, alle 11, nella chiesa di Gesù Buon Pastore a San Giovanni Lupatoto, i funerali di Ezio Rosa, 81 anni, molto conosciuto in paese per la sua attività di esponente politico, sindacalista, ambientalista nonché di scrittore. Rosa si è spento giovedì 18, nel primo pomeriggio, dopo aver combattuto per anni con una grave malattia. Era noto in paese per essere stato a lungo esponente locale del Wwf, per le sue battaglie all’interno del Partito democratico (lui proveniva dal Pci) ma specie per le sue prese di posizione a favore della preservazione dell’ambiente locale. «Con Ezio se ne va una risorsa importante per il territorio, sia come ambientalista che come testimone delle vicende di un tempo, raccolte nel suo libro sulla Beverara», dichiara Roberto Facci, presidente della Consulta comunale per l’Ambiente e del Comitato Radici. «Ricordo il suo importante apporto pro-ambiente e, in particolare, le sue battaglie per la difesa delle piante autoctone e del verde», dice Ezio Zenatti, assessore comunale all’Ambiente negli Anni Novanta. «Era un uomo di partito ma soprattutto uno spirito libero, animato e sostenuto da un fortissimo senso civico che non è mai mancato agli appuntamenti importanti per il paese», ricorda Amabile Dal Sasso, ex consigliere comunale Pd che, a fianco di Rosa, ha condotto tante battaglie. Nel 2011 Rosa pubblicò il libro «La mia vecchia Bearara», 80 pagine e una trentina di foto, edito in 500 copie: nel volume Rosa aveva raccolto i suoi ricordi di ragazzo della località Beverara, posta all’inizio di via Porto. Poche settimane prima di morire, Rosa aveva affidato anche al nostro giornale la sua eredità di ambientalista e di cittadino chiedendo che venissero preservati dall’amministrazione comunale i platani del Porto, in riva al fiume Adige, e che venisse sistemata la salitella che collega via Ausetto con l’argine dell’Adige, impercorribile per chi era in carrozzella (come lui stesso) a causa dei danni provocati dal passaggio dei camion che hanno lavorato lo scorso anno alla passerella della diga. •

R.G.
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