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11.12.2019

Irpef comunale, centinaia di nuovi esenti

Negozi in centro a San Giovanni Lupatoto
Negozi in centro a San Giovanni Lupatoto

Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza l’estensione della soglia per le esenzioni dell’addizionale irpef. L’anno prossimo salirà da 13mila a 14 mila euro di reddito annuo. «Ne beneficeranno altri 400 contribuenti, in aggiunta ai 400 che ne hanno beneficiato lo scorso anno. Tutti costoro non pagheranno più l’addizionale irpef comunale», ha spiegato l’assessore alle finanze Luisa Meroni, che ha reso anche noto che il minor introito per le casse comunali sarà di circa 30mila euro l’anno. Salgono a circa 7.500, sui circa 18.500 contribuenti irpef totali, i cittadini esenti. L’addizionale comunale è un’imposta che si applica al reddito complessivo determinato ai fini dell’Irpef e ogni comune ha facoltà di stabilirne aliquota ed eventuale soglia di esenzione. Il sindaco Attilio Gastaldello ha detto: «Uno degli impegni che avevamo preso nel nostro programma elettorale era quello di non mettere le mani in tasca ai contribuenti diminuendo la pressione fiscale per circa 250 mila euro nei cinque anni». «Il primo anno il taglio alle tasse è stato di 50mila euro, il secondo di 30mila», ha proseguito il sindaco, «nel terzo sarà di altri 30mila, ripetuti negli anni successivi all’introduzione di ogni riduzione annuale. Per il 2021 un ulteriore incremento dell’ esenzione. A fine mandato di questo passo saranno non 250mila ma 390mila i risparmi sull’imposta sui redditi versata dai cittadini». Una manovra di prospettiva. Il provvedimento ha ricevuto i 10 voti favorevoli della maggioranza e quello del consigliere Marco Zamboni, che ha detto: «Mi congratulo per il fatto che le tasse non aumentano». Astenuti i consiglieri Roberto Bianchini (poi assente al momento del voto) e Francesco De Togni. «Non si poteva alzare la soglia già per l’anno in corso?», ha chiesto Bianchini. «Ci domandiamo poi perché non ci siano misure a sostegno del piccolo commercio che a San Giovanni Lupatoto, ma ancora di più a Pozzo e Raldon, stanno soffrendo da anni con le loro attività. Un piccolo segnale su questo versante si poteva dare». Francesco De Togni ha sollevato un problema di metodo e di base imponibile. «La base imponibile di riferimento per l’addizionale irpef è il reddito personale», ha detto De Togni, «sarebbe più equo che il reddito da prendere in considerazione fosse determinato con i criteri con cui si calcola l’Isee, riferito quindi al nucleo familiare. La normativa consentirebbe questa variazione». A difesa della proposta della maggioranza sono intervenuti i consiglieri Gino Fiocco e Davide Brina. Il primo ha fatto presenti le anomalie collegate all’applicazione dei criteri Isee («Tiene conto delle entrate ma non delle uscite» ha detto Fiocco), il secondo ha segnalato l’impraticabilità del suggerimento di De Togni: «È in contrasto con il diritto tributario che è incentrato sulla capacità contributiva personale». Sono state confermate le aliquote Imu e Tasi. Bianchini e Gastaldello si sono confrontati anche sul piccolo commercio. Il consigliere ha segnalato lo stato di estrema sofferenza degli esercenti del centro e ha evidenziato le scarse prospettive per il futuro che hanno per le proprie attività e ha chiesto un apiccola riduzione irpef per i commercianti. «Sto visitando i commercianti e con il vicesindaco Fulvio Sartori abbiamo percorso la piazza centrale contando le botteghe vuote, ho fatto diverse inaugurazioni, ci sono segnali importanti, magari io sono ottimista», ha detto il sindaco, «la nostra scelta è di mantenere vivo il centro. Credo che sia questa la scelta migliore rispetto anche a una politica fiscale che potrebbe avvantaggiare il commercianti di 50 o 500 euro l’anno come riduzione di tasse, meglio è investire nell’aumento dei ricavi e degli incassi. Comunque faremo una riflessione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Renzo Gastaldo
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