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23.05.2019

decisione sull’area frequentata da centinaia di persone: «È una scelta educativa»

Porte blindate al campo giochi della parrocchia del Buon pastore
Porte blindate al campo giochi della parrocchia del Buon pastore

È approdata sul tavolo della giunta comunale la questione relativa alla chiusura del parco giochi della parrocchia del Buon Pastore. L’amministrazione di San Giovanni Lupatoto ha formulato la sua piena disponibilità a individuare possibili soluzioni ma per il momento la parrocchia non intende fare passi indietro e riaprire il parco giochi alla pubblica frequenza. Prima annunciato (a inizio maggio) e poi effettivamente attuato (il 21 maggio), il colpo di chiave al cancello aveva fatto immediatamente scendere in campo l’amministrazione comunale in quanto pur trattandosi di una struttura privata essa svolge una rilevante funzione pubblica, visto che l’area è frequentata ogni giorno da centinaia di persone. Per questo motivo, dopo la decisione di chiudere la struttura di aggregazione e svago per bambini e ragazzi, il sindaco Attilio Gastaldello ha incontrato lunedì scorso don Mauro Bozzola e don Daniele Scandella, coparroci della parrocchia del Buon Pastore. L’esito dell’incontro ha visto i parroci ribadire la volontà di tenere chiuso. «Una scelta educativa, quella della chiusura del parco giochi nell’intento di coinvolgere la comunità parrocchiale», dice un comunicato congiunto parrocchia-amministrazione comunale diffuso ieri. «I parroci sono grati della disponibilità del sindaco e della giunta per la collaborazione», riporta la nota ma per il momento i cancelli restano chiusi. «L’amministrazione comunale ha proposto ai parroci di valutare insieme possibili soluzioni per la riapertura del parco giochi, ferma restando la volontà odierna della parrocchia e la necessità del coinvolgimento dei parrocchiani nell’ottica di creare una cultura di responsabilità diffusa», continua il comunicato. «Con i parrocchiani si valuterà un progetto educativo per responsabilizzare gli stessi frequentatori del parco per evitare situazioni di disagio o di degrado». Il Comune resta comunque totalmente disponibile a collaborare con lo scopo di rimettere a disposizione della cittadinanza il parco giochi ma la parrocchia deve farne richiesta, fanno osservare da palazzo Campagnola. «Quando la parrocchia formalizzerà la richiesta di sostegno e di collaborazione al Comune, si verificheranno assieme i possibili ambiti di intervento dell’amministrazione, come per esempio le manutenzioni dei giochi, la chiusura e la riapertura, la cura del verde o altro, a fronte di benefici pubblici da individuare come giustificativi di esborsi su proprietà private», conclude il comunicato congiunto nel quale si ricorda «la collaborazione tra Comune e Parrocchie, già sperimentata in precedenti occasioni, è ormai consolidata, come confermato dal protocollo d'intesa a favore dei giovani sottoscritto nella primavera del 2012 tra l'amministrazione comunale e le quattro parrocchie». La struttura del parco giochi è di piena proprietà della parrocchia del Buon Pastore che ha le chiavi del cancello e decide quando aprire e quando chiudere. Fino a qualche anno fa, a dire il vero, l’amministrazione comunale aveva in essere una convenzione con la parrocchia che vedeva il versamento di qualche migliaio di euro l’anno a titolo di concorso spese di manutenzione. La convenzione era stata sottoscritta nel 2004 quando la parrocchia investì circa 130mila euro per il completo rifacimento di spazi verdi e giochi. Il contributo annuo era devoluto a titolo di sostegno delle spese per il funzionamento del parco giochi. La convenzione è scaduta e non è stata rinnovata. Se fosse ancora vigente il Comune avrebbe un appiglio per intromettersi nella decisione dalla chiusura, ma così non è. Il risultato è che l’accesso risulta interdetto alle centinaia di utenti che ogni giorno, fino a domenica, frequentavano il parco giochi. La struttura funzionerà però dalla fine della scuole, quando ospiterà i ragazzi del grest, iniziativa che però ha a disposizione propri custodi e sorveglianti. •

Renzo Gastaldo
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