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28.03.2019

Cappotti termici, c’è il regolamento che fissa come si possono realizzare

Case a San Giovanni Lupatoto
Case a San Giovanni Lupatoto

Il Consiglio comunale ha modificato il regolamento edilizio di san Giovanni Lupatoto per facilitare l’esecuzione dei «cappotti» esterni sugli immobili. In sostanza, è stata adottata una serie di criteri generali per la realizzazione di cappotti termici che sporgono su spazi pubblici. Spiega il vicesindaco Fulvio Sartori, che ha la delega per l’urbanistica: «Si tratta di un’integrazione al regolamento edilizio che serve per dare ai tecnici comunali un riferimento normativo chiaro rispetto ai cappotti, cosa che finora mancava», dichiara Sartori. «Questa carenza originava svariati dubbi interpretativi sul vecchio testo, cosa che rallentava anche di molto le procedure di approvazione delle pratiche edilizie. È una piccola modifica, che serve a incentivare i lavori finalizzati al risparmio energetico a beneficio degli abitanti e dell’ambiente». Le modifiche stabiliscono una serie di paletti. Il primo è che l’intervento deve consentire di raggiungere i requisiti minimi obbligatori di prestazione energetica degli edifici (requisiti fissati dalla normativa vigente in materia). Il secondo riguarda lo spessore massimo consentito del cappotto che è fissato in 16 centimetri e «non dovrà pregiudicare i diritti di passaggio esistenti, garantendo in ogni caso le dimensioni minime di legge per quanto concerne strade, marciapiedi, parcheggi». In pratica, il cappotto non può essere realizzato su edifici prospicienti strade, piste ciclabili e marciapiedi. Il terzo vincolo stabilisce che l’intervento debba essere realizzato sull’intera facciata dell’edificio, prevedendo però che eventuali soluzioni diverse possano essere oggetto di specifiche valutazioni tecniche. Si dispone inoltre che l’intervento deve essere compatibile con le esigenze di sicurezza della circolazione delle auto e dei pedoni, nonché che debba essere sottoposto a valutazione degli uffici comunali al fine di valutarne l’inserimento nel contesto urbano limitrofo e che la realizzazione del cappotto debba comunque essere soggetta alla specifica disciplina edilizia per l’acquisizione del titolo idoneo. Il regolamento stabilisce inoltre che l’intervento deve essere compatibile con le esigenze di sicurezza della circolazione veicolare e pedonale e deve essere sottoposto alla verifica degli uffici comunali interessati, al fine di valutarne l’inserimento nel contesto urbano limitrofo. Non potranno essere eseguiti i cappotti sulle case della piazza centrale del paese che danno direttamente sul marciapiede pubblico. In sostanza, non si potrà accusare il vicesindaco Sartori, che risiede in una casa del lato sud-ovest di piazza Umberto I, di aver lavorato «pro domo sua» (per la sua casa). «Sono espressamente esclusi gli edifici in centro storico e quelli che si affacciano direttamente su marciapiedi o percorsi ciclopedonali», precisa infatti il vicesindaco. «La modifica permetterà però di intervenire con l’effettuazione del cappotto sulle case esistenti sulla zona di edilizia economica popolare, dove la proprietà del suolo esterno è comunale e finora non si poteva realizzare questo tipo di intervento energetico», sotttolinea Sartori. «La nuova norma consentirà di risolvere molte di queste situazioni». In Consiglio è stato precisato dagli architetti Daniele Cavallini e Fiorella Federici, tecnici comunali, che lo spessore di 16 centimetri è basato sul livello più alto delle richieste pervenute agli uffici municipali e che spessori maggiori non determinano risparmi più alti dal punto di vista energetico. Chi farà il cappotto, non sfuggirà tuttavia alla tassazione in quanto tali opere sono soggette a tassa di occupazione del suolo pubblico per una superficie pari a quella effettivamente occupata. La modifica del regolamento edilizio è stata approvata con 11 voti a favore e due astenuti. •

Renzo Gastaldo
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