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18.05.2019

Aziende stanche dei ladri: «Basta danni»

Telecamere, guardie giurate e allarmi sono le «armi» usate dalle aziende di San Giovanni Lupatoto per proteggersi DIENNEFOTOIl poster utilizzato in un locale per coprire il buco fatto dai ladriL’ingresso in via Monte PastelloLa rete di recinzione di una ditta tagliata dai ladri e poi rattoppata
Telecamere, guardie giurate e allarmi sono le «armi» usate dalle aziende di San Giovanni Lupatoto per proteggersi DIENNEFOTOIl poster utilizzato in un locale per coprire il buco fatto dai ladriL’ingresso in via Monte PastelloLa rete di recinzione di una ditta tagliata dai ladri e poi rattoppata

Una ragazza lancia sguardi intriganti e carte da poker a chi entra nella sala delle slot machine. La sua gigantografia, però, non è stata appesa per invitare i clienti al gioco, ma per un motivo che pochi immaginerebbero: coprire le tracce rimaste del grosso buco fatto dai ladri per entrare nel bar. «Hanno portato via il cambiamonete delle slot che conteneva cinquemila euro», racconta Simonetta, titolare del locale Il Blocco. LA BANDA DEL BUCO. «Sono entrati dal muro esterno dell’edificio e sono riusciti a prelevarlo senza far suonare l’allarme: il sensore era proprio sopra il cambiamonete. Ancora non capisco come siano riusciti a spostarlo senza far suonare la sirena», continua perplessa. «È successo un paio di anni fa, ma la guardia non va mai abbassata. Proprio venti giorni fa ho trovato un piede di porco incastrato sotto la porta sul retro del locale. Probabilmente chi ha tentato di entrare è scappato perché è arrivato qualcuno a “disturbarlo”. Qui da noi c’è sempre movimento e all’alba arrivano anche le donne delle pulizie. Senza considerare che il locale si avvale del controllo di una guardia giurata», conclude. Ma a quanto pare i ladri non si lasciano intimidire. VIGILANZA NOTTURNA, telecamere e allarmi sono di casa in via Monte Pastello, nella zona industriale di San Giovanni Lupatoto. Nella strada ci sono quasi esclusivamente aziende e uffici, oltre a un’abitazione, un negozio e a qualche bar che richiama gente soprattutto nel fine settimana. Nei restanti giorni quando si svuotano le aziende la strada, soprattutto d’inverno, rimane poco frequentata. Con il risultato che chiunque lavori nella via ha subito o ha visto le aziende vicine subire furti e spaccate. RETE TAGLIATA. «Negli ultimi due mesi l’allarme è suonato quattro volte», racconta il dipendente di un’azienda di idraulica. «Una volta i ladri hanno tagliato anche la recinzione», dice mostrando la rete rattoppata. «Quando suona la sirena i ladri scappano, finora non abbiamo mai trovato nessuno». Così come sono scappati anche i malviventi che hanno cercato di introdursi in un’azienda di via Monte Pastello che vende attrezzature per officine. Lasciando però parecchi danni. LANCIO DEL TOMBINO. «Sono venuti due volte, a distanza di un anno», racconta un dipendente uscito per comprare un panino per il pranzo. «Hanno usato sempre lo stesso sistema: hanno rimosso un tombino dalla strada e l’hanno lanciato contro la vetrina fracassandola. La seconda volta hanno distrutto anche la porta d’ingresso. E poi sono scappati perché l’allarme si è attivato». Motivo che induce più di un titolare d’azienda a ritenere che spesso si tratti di ladri improvvisati. «Più che bottino fanno danni», commenta il dipendente di un’altra azienda, «ma anche se riuscissero ad entrare, soldi non ne troverebbero. È raro che ci siano contanti negli uffici perché i pagamenti avvengono con bonifici o carte di credito e la merce venduta nella via è spesso di grandi dimensioni (dalle vasche idromassaggi ai macchinari di vario tipo, ndr), con il risultato che spesso i «colpi» vanno a vuoto e i titolari si ritrovano con più danni per le infrastrutture rovinate che per il materiale prelevato. CANCELLATA DIVELTA. Tanto che c’è anche chi ha deciso di non mettere chiusure troppo sofisticate e costose. «Perché tanto entrano lo stesso e distruggono tutto», commenta la titolare di un’azienda di macchinari, che due anni fa ha subito un «assalto» che nella via ha fatto storia, perché la cancellata della sua azienda è «volata» in mezzo alla strada. «Sono entrati alle 5 del mattino», racconta l’imprenditrice. «Hanno forzato la porta e riempito un nostro furgone di merce. Poi sono saliti su un nostro camion e a tutta velocità hanno sfondato la cancellata facendola finire in strada. Così si sono aperti il varco per scappare con il furgone. Una settimana dopo il mezzo è stato ritrovato a Vallese. La merce, naturalmente, era sparita». «In media ogni due anni “arrivano”», spiega la titolare. Paura, però, lei non ne ha. «Ormai è così dappertutto», sottolinea. «Anche a casa sono venuti due-tre volte. Poi», ricorda, «quando i ladri sono entrati in azienda i carabinieri ci hanno detto che era stata una fortuna che non ci fossimo, perché è difficile non cercare di intervenire per fermarli. Difficile assistere senza fare qualcosa. I carabinieri comunque passano, ma i tempi morti ci sono, non si può certo presidiare una zona 24 ore su 24». CANE LUPO. Per evitare guai l’unico negozio rimasto nella via (il ferramenta e il negozio di giardinaggio hanno chiuso) si è dotato di allarme interno e perimetrale, ha anticipato la chiusura alle 19 e il titolare spesso porta al lavoro la sua lupa. «Daika, un cane lupo cecoslovacco di otto anni», precisa. Un cane che se ha il pregio di tenere alla larga dal suo padrone tipi poco raccomandabili, ha il difetto di costringerlo a fare otto chilometri di corsa al giorno, il minimo indispensabile per la sua «sgambata» giornaliera. «È fatta così, ha bisogno di muoversi», spiega comprensivo lui. «Comunque è stato l’allarme esterno a fare la differenza in negozio. Prima, quando c’era solo quello interno, c’è stato qualche tentativo di intrusione, ma da quando ho installato questo va molto meglio». Quasi nessuno, però, vuole che venga pubblicato sul giornale il suo nome o quello dell’azienda in cui lavora. «Per evitare ritorsioni», spiegano, «perché poi magari ci prendono di mira e la situazione è già difficile». FURTO AL PUGILE. Un timore che non ha Angelica Ruga, tecnico dell’Accademia pugilistica veronese di famiglia, che ha la sede nella strada. Ma i ladri non si fermano neanche davanti ai pugili. «In sette anni che siamo qui è successo una volta ma è successo», ammette Angelica. «Un mese fa a un nostro iscritto hanno rotto il vetro della macchina e gli hanno portato via il portafoglio che aveva nascosto nella tasca della portiera». •

Chiara Tajoli
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