CHIUDI
CHIUDI

18.07.2019

Addio al parroco dei giovani «Era un prete umile e buono»

È stato il vescovo monsignor Giuseppe Zenti, accompagnato da 40 sacerdoti, ad accogliere ieri mattina, nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Raldon, gremita in ogni ordine di posti, la salma di don Renzo Poli. La bara di legno chiaro era coperta da 100 rose bianche. La chiesa era stipata di amici e di conoscenti di Raldon (paese di cui il prete era originario) ma anche di fedeli di Casette di Legnago, Mazzantica e di Ca’ degli Oppi, parrocchie dove il sacerdote, spentosi il 13 luglio scorso nella Casa del Clero di Negrar, aveva prestato il suo servizio di curato e di parroco. Ricordiamo che don Poli aveva 74 anni e da anni combatteva con una grave malattia, le cui complicazioni lo hanno condotto alla morte. «Don Renzo aveva un posto speciale nel cuore di tutti noi, un posto conquistato con quel travaglio del male che aveva combattuto per anni e anni con dignità e con fede», ha detto il vescovo Zenti. «L’apostolo Paolo ci ha insegnato che l’uomo si purifica attraverso la sofferenza e il silenzio di Dio: è una prova grandissima a cui veniamo in alcuni casi sottoposti», ha continuato il presule. «Io l’ho incontrato due giorni prima della sua scomparsa, mentre portava il peso del suo corpo martoriato dalla malattia», ha aggiunto il vescovo, «e vi dico quello che ha detto Gesù: non cercate don Renzo in questa bara perché oggi è tra le braccia del Signore». Gli applausi all’indirizzo del sacerdote scomparso sono però venuti quando è stato il momento del saluto pronunciato da don Roberto Tebaldi e delle testimonianze raccontate dal pulpito da parenti e conoscenti. «Don Renzo era un prete buono ed umile, che si è fatto amare e che tutti abbiamo amato», ha detto don Tebaldi. «Il suo motto poteva essere: non vado in cerca di cose grandi superiori alle mie forze. Lui non ha cercato le cose grandi. Si è accontentato di quelle piccole e di tutti i giorni, lasciandoci però, con il suo esempio, un sacco di insegnamenti. Ci ha dimostrato, ad esempio, come si convive con la sofferenza e come il declino del corpo si possa affrontare con dignità e coraggio. Ricordo le sue mani che nelle ultime settimane non riuscivano più ad alzarsi neanche dall’altare del suo letto. Viveva queste situazioni con dolore ma anche con dolcezza. Da lui abbiamo imparato anche il mistero delle vocazione». Il cugino Dario Poli (sia lui che lo scomparso sacerdote fanno parte della stirpe dei «Poli dei Vignai», uno dei tanti ceppi di Poli che ci sono a Raldon) ha ricordato la sua azione per il recupero dei legami con la famiglia originaria. «Era un piacere stare con lui anche per suggerimenti che sapeva dare a tutti», ha posto in evidenza Dario Poli. «Lo abbiamo avuto come parroco dal 1986 al 1992 e con lui, che aveva la responsabilità della nostra parrocchia e anche di quella di Mazzantica, abbiamo costruito la prima esperienza di unità pastorale della vicaria. Siamo sicuri che il Signore saprà ricompensare don Renzo del tanto bene fatto», è stato il ricordo di un signora della comunità di Caselle di Isola della Scala. Un accorato ringraziamento è venuto anche dalla parrocchia di Lugo di Valpantena, dove vive ancora il ricordo dell’impegno del sacerdote in favore degli adolescenti. Erano presenti alla cerimonia religiosa anche il sindaco di Oppeano Pietro Luigi Giaretta e l’assessore del Comune di San Giovanni Lupatoto Luisa Meroni. «Don Renzo, nella nostra parrocchia di Ca’ degli Oppi, con il suo arrivo ha portato una ventata di novità introducendo un modo diverso di essere prete. Con lui si andava in piscina e allo stadio ma intanto si stava insieme», ricordava il sindaco Giaretta a margine della cerimonia. «Alla parrocchia del Buon Pastore don Renzo arrivò nei primi anni Settanta, prima come diacono e poi come “curatino” al fianco del parroco don Leone, e seppe subito legare con il mondo dei giovani», ha sottolineato l’assessore di San Giovanni Luisa Meroni. •

R.G.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1