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08.07.2019

È lite per le transenne sulla ciclabile

Le transenne montate sulla pista ciclabile per limitare la velocità dei ciclisti FOTO DIENNE
Le transenne montate sulla pista ciclabile per limitare la velocità dei ciclisti FOTO DIENNE

Dibattito aperto, specie sulle pagine facebook lupatotine, dopo l’installazione decisa dall’amministrazione comunale delle transenne «rallentatrici» sulla pista ciclabile della piazza principale di San Giovanni Lupatoto. Le transenne sono state messe a dimora nel punto in cui la pista incrocia via IV Novembre (strada in questi giorni chiusa per i noti lavori di riqualificazione) ed hanno il preciso scopo di evitare che i ciclisti, nell’abbrivio delle corsa e non rispettando lo stop (a loro imposto dalla segnaletica stradale), finiscano dritti sotto ai veicoli in transito (per i quali non esiste l’obbligo di dare al precedenza ai ciclisti). Con le transenne di nuova installazione, gli appassionati delle due ruote sono obbligati a rallentare e a zigzagare tra i paletti, evitando in questo modo, come in passato, di finire, causa la più forte velocità, sotto alle auto che entrano o escono da via IV Novembre. Il più soddisfatto è il consigliere comunale Roberto Bianchini, il quale non più tardi di un mese fa, aveva sollecitato, con un intervento in consiglio comunale, l’amministrazione ad intervenire. «Sono stato testimone dai tavoli del vicino bar che spesso frequento di innumerevoli piccoli investimenti», racconta Bianchini, «e per tre volte sono stato chiamato a testimoniare davanti ai giudici. Ho fatto decine di segnalazioni in municipio e finalmente sono stato ascoltato. Grazie a queste transenne sono convinto che diminuirà drasticamente il numero di incidenti». Non tutti la pensano però come il consigliere Bianchini. Scrive un cittadino sui social media locali: «È un fatto innegabile che la situazione in quel punto fosse a rischio. Tuttavia, mi rattrista constatare che siamo molto lontani dal comprendere quanto meglio si potrebbe vivere se fosse possibile usare la bicicletta per gli spostamenti urbani. Se si vuole credere nella ciclabilità urbana, la precedenza va data alle bici. Ma qui da noi ci arriveremo, forse, fra 30 anni». Le transenne hanno suscitato altre critiche. «Non vorrei sbagliarmi ma credo risulteranno scomodissime per le biciclette. Le vedo molto strette, tipo quelle sulla passerella della diga prima che le riposizionassero», aggiunge un altro frequentatore di facebook. «Sono state fatte apposta per obbligare i ciclisti a scendere dalla bici ed attraversare a piedi perché lì c’è uno stop», è la risposta. Pronta la replica: «Ok, lo stop. Ma non mi puoi obbligare a scendere dalla bici, lì c’è un attraversamento ciclabile non pedonale. Già in bici non si passa per la gente a piedi che la occupa, soprattutto nei punti di pista prima dell’attraversamento, se adesso lo facciamo diventare pure completamente pedonale». Interviene anche il vicesindaco Fulvio Sartori per una precisazione. «La normativa non è cambiata, per pedoni e disabili l’attraversamento è dieci metri più avanti lungo via IV Novembre. L’intervento serve per obbligare i ciclisti a rallentare in prossimità dell’attraversamento». Dice la sua anche Massimo Giarola, consigliere comunale di opposizione che commenta così: «Che paese triste è il nostro: invece di far rispettare le regole a pochi, limitiamo i diritti di molti», Anche gli Amici della Bici lupatotini stroncano l’installazione: «Le solite misure approssimative. Al posto di rallentare le auto che sfrecciano come bolidi, si rallentano gli utenti deboli della strada che si muovono in modo ecologico. Se c’è l’attraversamento ciclopedonale, le auto si devono fermare come nell’attraversamento vicino alle ex scuole Pindemonte. Tra l’altro, quella tipologia di transenna potrebbe risultare un intralcio per passaggi particolari: bici con borse, tandem, disabili». Ma se da una parte arrivano critiche, dall’altra molti utenti sembrano approvare l’intervento. «Bisogna anche ammettere che ci sono bici che, in quel punto, sfrecciano come siluri e nemmeno si fermano per guardare prima di attraversare. Quindi meglio un rallentamento che comunque non esclude che le auto debbano rallentare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Renzo Gastaldo
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