Il caso

Tangenziale chiusa, rischio imbottigliamento per chi arriva da Mezzane e Val d’Illasi

Franco De Santi, sindaco di San Martino Buon Albergo
Franco De Santi, sindaco di San Martino Buon Albergo

La chiusura per ben 28 mesi dell'entrata e dell'uscita a Vago di Lavagno della Tangenziale Sud, prevista a partire dalla mezzanotte di mercoledì dalla società autostradale A4, per gli amministratori di San Martino Buon Albergo è fonte di problemi: vedono nella restrizione, dovuta alla realizzazione di una corsia di emergenza della strada a pedaggio ed al raddoppio della sezione stradale della tangenziale, come la più che probabile origine di un significativo aumento del traffico che interessa il paese. «Non sapevamo nulla di questa situazione e anche la comunicazione che ci è arrivata dalla A4 non è che dica granché, per questo abbiamo subito chiesto maggiori ragguagli», spiega il sindaco Franco De Santi, che attende questa mattina alle 10 in Provincia la riunione che affronterà dal punto di vista tecnico la questione.

Poi mercoledì mattina gli amministratori e i tecnici di San Martino incontreranno in municipio i rappresentanti della società autostradale, in una riunione alla quale è stata invitata anche l'amministrazione comunale di Lavagno.

«È evidente che la chiusura delle rampe di Vago può avere un impatto sulla viabilità di San Martino; ovviamente noi questo non lo vogliamo, ma è chiaro che le soluzioni vanno trovate assieme all'amministrazione di Lavagno», rimarca De Santi. «La nostra preoccupazione è che tutto il traffico che ora entra ed esce a Vago finisca per riversarsi sullo svincolo di Verona Est, dopo aver attraversato la zona industriale od il centro di San Martino», precisa Davide Brusco, l'assessore sanmartinese alla viabilità. «Già adesso nelle ore di punta si creano code chilometriche sulla direttrice San Martino-Vago, figuriamoci che cosa potrà accadere quando l'uscita sarà chiusa», precisa l'assessore. Al pari del sindaco, Brusco precisa che il blocco degli svincoli finirà per avere degli effetti anche sul traffico che arriva in tangenziale dalla valle d'Illasi e da Mezzane.

PER QUESTO, paventando che il loro Comune finisca per essere stretto in una vera e propria morsa, gli amministratori si San Martino chiederanno che si cerchino altre soluzioni. «Anche perché», sottolinea Brusco, «a noi la società autostradale ha inviato la comunicazione della chiusura solo pochi giorni fa, certo non con un anticipo tale da permettere di fare su questo delle riflessioni». Il problema è che l'unico percorso alternativo non impattante su San Martino prevede la deviazione dei mezzi sulla Porcilana. Una prospettiva che significherebbe l'allungamento di parecchi chilometri del percorso e che, per questo, più di qualcuno preferirà sicuramente evitare. In ogni caso, è chiaro che la discussione sarà articolata e tutt'altro che semplice.

Luca Fiorin