Re, regine e maschere a 30° È il carnevale fuori stagione

I rappresentanti dei carnevali della provincia in Sala Rossa con il presidente Manuel ScalzottoLe maschere sotto al sole in posa davanti alla Loggia di Fra Giocondo
I rappresentanti dei carnevali della provincia in Sala Rossa con il presidente Manuel ScalzottoLe maschere sotto al sole in posa davanti alla Loggia di Fra Giocondo
I rappresentanti dei carnevali della provincia in Sala Rossa con il presidente Manuel ScalzottoLe maschere sotto al sole in posa davanti alla Loggia di Fra Giocondo
I rappresentanti dei carnevali della provincia in Sala Rossa con il presidente Manuel ScalzottoLe maschere sotto al sole in posa davanti alla Loggia di Fra Giocondo

Un copricapo di pelliccia quando il termometro segna trenta gradi: a concepirla come un'istantanea, basta questa immagine a raccontare l'amore e la dedizione dei veronesi alle maschere dei tanti carnevali della nostra provincia. Ieri in una decina hanno indossato i panni di re e regine dei carnevali della provincia per entrare per la prima volta e con tutti gli onori del caso alla Loggia di Fra Giocondo, ai Palazzi scaligeri: se la pandemia ha fermato le sfilate, le maschere ieri si sono prese le rivincita. E lo faranno anche nei mesi estivi grazie al Coordinamento dei carnevali della provincia di Verona che ha presentato il suo tradizionale pieghevole dove, al posto del calendario degli eventi in maschera, stavolta ci sono tutti i 93 comitati aderenti (sostenuti da 53 Comuni) con la maschera che fa sintesi della storia, delle tradizioni e delle peculiarità di ognuna delle località delle quali è ambasciatrice. Al cospetto del presidente della Provincia Manuel Scalzotto, che ha confessato di amare da sempre l'idea di mascherarsi e far festa a carnevale, si sono presentate così Regina Scarpetta arrivata da Rivoli, La Castellana di Malcesine, Donna Martina da San Martino Buon Albergo, una cortigiana del Re della Stamberga di San Zeno di Montagna ma pure una coppia di Tzigani di Lugagnano, il Paron de la torre di Oppeano scortato da un paggio, dal bresciano Giacomo Casanova e il Notaro Conte de la Bra da Buttapietra. Una rappresentanza molto contenuta ma molto significativa per dimostrare, come ha sottolineato la presidente Loretta Zaninelli, che il carnevale è vivo ed ha un cuore che batte forte, anche per i carnevalanti che il Covid-19 si è portato via. Niente sfilate, niente concorso scolastico né fotografico né tra i carristi: ciò a cui però il Coordinamento non rinuncia, come ha annunciato il vice presidente Antonio Soffiati, è la solidarietà. Saltata la cena di apertura del carnevale, sarà attraverso un Dvd fotografico che racconta l'ultimo carnevale che i gruppi carnevaleschi raccoglieranno fondi da destinare, come tradizione, al sostegno di una situazione di bisogno del veronese. Un segno di amicizia concreta, come quella che da sempre lega il pastificio Avesani al Coordinamento e che pure, come ha ricordato il direttore Alessandro Chiarini, molto ha sofferto per le feste alle quali si è dovuto rinunciare. Nessuno può dire quando si tornerà a sfilare ma Scalzotto ieri ha visto in questa colorata invasione una macchina già accesa e pronta a correre.•. P.D.C.

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