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26.11.2019

Rapinate in casa: «Ora andiamo via da qui»

L’abitazione a Locara dove hanno fatto irruzione i malviventi sabato a ora di cenaIl proprietario dell’abitazione Roberto Sinigaglia
L’abitazione a Locara dove hanno fatto irruzione i malviventi sabato a ora di cenaIl proprietario dell’abitazione Roberto Sinigaglia

Via dalla casa dell’incubo: Marta e Giulia, madre e figlia che sabato sera sono state vittime di una rapina a mano armata tra le stanze della loro casa di Locara, è questo che da sabato ripetono incessantemente a Roberto Sinigaglia, il capofamiglia. Via da lì, da quel nido violato sabato, all’ora di cena, dall’irruzione di tre uomini col volto semicoperto e armati di pistola, spranga e spray urticante che le hanno costrette sul divano finché facevano razzia di quel che potevano in giro per la casa. «Abitiamo qui da 19 anni, non c’è mai stato un problema. Quello che è successo ci ha sconvolto la vita», spiega Sinigaglia, «e loro che hanno vissuto questo incubo vogliono assolutamente andarsene da qui». Nessuna violenza fisica si è consumata ai danni delle due donne, di 55 e 26 anni, nei venti minuti in cui sono state tenute ostaggio dei rapinatori. Ma lo choc è stato fortissimo. «Erano incapaci di parlare e Giulia, che è cardiopatica, ha accusato un malore dopo aver trovato rifugio dalle suore della scuola materna Sacro cuore di Maria, qui di fianco», racconta Sinigaglia. Un trauma profondo, che ha finito con l’alterare i parametri delle due donne che solo oggi saranno dimesse dall’ospedale Fracastoro di San Bonifacio dove erano state ricoverate attorno alle 22.30 di sabato. Sinigaglia, ripercorrendo il racconto di moglie e figlia ha pochi dubbi: «Il colpo era preparato, penso proprio ci abbiano tenuto d’occhio. Quel fango lasciato sui pavimenti fa pensare che forse siano arrivati da via Stazione, attraversando i campi. Avevo letto della rapina di Vigo di Legnago, presumo si tratti della stessa banda». Nella notte tra il 18 ed il 19 novembre tre uomini, che come nel caso di Locara parlavano con accento Est europeo, hanno fatto irruzione nell’abitazione di due anziani tenendoli in scacco per tre ore. Brandivano pistola e spranghe e stando agli elementi emersi dopo la rapina molto probabilmente avevano raggiunto l’abitazione dei due anziani, che si trova in una zona isolata lungo la strada provinciale per Villa Bartolomea, da strade secondarie. Tante le analogie e non è solo Sinigaglia a notarle: anche a Locara, dove la notizia è rimbalzata di abitazione in abitazione facendo precipitare una frazione intera nell’incubo, in tanti hanno collegato le cose. Nulla trapela, intanto, sul fronte investigativo ma si rinnova l’invito a chiunque possa aver notato qualcosa di anomalo a segnalarlo. A questo invito si unisce anche Matteo Fiorio, avvocato, presidente della Commissione sicurezza del Comune di San Bonifacio: «È quasi certo che prima di compiere l’atto questi criminali abbiano effettuato dei sopralluoghi in zona e Locara è una frazione di 2.400 abitanti: le facce strane, i volti nuovi e le auto sconosciute spesso non passano inosservate». Di qui la raccomandazione ai cittadini ma anche il riferimento al controllo di vicinato che è il progetto al quale la Commissione sta lavorando: «Una rete di occhi amici di residenti non può che essere di supporto alle forze di polizia territoriali. A volte, anche un semplice indizio», conclude Fiorio, «può aprire piste di indagine impensabili che a distanza di tempo portano frutti e aprono le porte del carcere a queste bande di criminali». •

Paola Dalli Cani
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