Piscina, da lunedì i rimborsi

Il centro sportivo Olimpia di via Garofoli, chiuso da marzo FOTO DIENNE
Il centro sportivo Olimpia di via Garofoli, chiuso da marzo FOTO DIENNE

Partirà lunedì prossimo, a cura della società In Sport (gestore uscente del centro sportivo Garofoli di viale Olimpia a San Giovanni Lupatoto), l’iniziativa di contatto indirizzata ai clienti per la restituzione del periodo di abbonamento di palestra o piscina non fruito. Lo rende noto il vicesindaco e assessore allo sport Fulvio Sartori: «Dalla prossima settimana la In Sport inizierà a contattare tutti gli abbonati per offrire il rimborso per i servizi pagati in anticipo e non goduti o un'alternativa presso un altro impianto in sua gestione» informa il vicesindaco. Gli utenti interessati, secondo le stime fatte in municipio, dovrebbero essere oltre un centinaio. Sono loro che hanno sollecitato a più riprese nei mesi scorsi telefonicamente, sulle pagine social e con richieste verbali agli amministratori pubblici, la restituzione delle quote di abbonamento non utilizzate, La richiesta si è fatta ancora più pressante da martedì scorso, quando il nostro giornale ha pubblicato la notizia del praticamente certo abbandono del gestore che ha annunciato di voler esercitare il diritto di recesso e di essere intenzionato a compiere l’atto formale nel termine di quindici giorni. «Il Comune, in verità, non avrebbe titolo di intromettersi nelle eventuali contese fra gestore e abbonati, ma, a puro titolo di cortesia, nel corso dell’ultimo incontro con In Sport avevamo chiesto come stessero le cose», spiega Sartoni. «La direttrice dell’impianto ci disse che avrebbero provveduto a sistemare le pendenze e qualche giorno fa, su nostra richiesta, ci ha confermato che le operazioni di presa di contatto con gli abbonati cominceranno il 17. Se ho capito bene la prima ipotesi sarà la riconversione della quota di abbonamento per la frequenza della piscina di Golosine, in città, dove mi pare in In Sport gestisca un altro impianto. In alternativa per l’utente sarà possibile ottenere il rimborso della quota non goduta con bonifico sul proprio conto corrente, ma per questo bisognerà comunicare l’Iban a In Sport». «Nella norma potrebbe trattarsi di cifre, quelle rimborsate, abbastanza basse», continua il vicesindaco, che in questi giorni indossa la fascia tricolore in quanto il sindaco si è concesso qualche giorno di riposo in montagna. «Ad esempio, se per un mese di abbonamento in palestra venivano chiesti 35 euro, il rimborso non dovrebbe superare i 17 euro mentre i 49 mensili chiesti per la frequenza della piscina dovrebbero portare a un rimborso mensile di neppure 25 euro». Come noto il centro sportivo aveva chiuso i battenti prima in ottemperanza alle disposizioni governative anticoronavirus di fine marzo, ma poi al 18 maggio le serrande (che nel frattempo tutte o quasi le piscine rialzarono) rimasero a terra, La In Sport, stanti i vincoli igienico sanitari e di contingentamento degli accessi introdotti dalla normativa attuativa regionale, valutò antieconomica una riapertura alle condizioni precedenti. Seguì una fitta serie di incontri fra Comune e società gestrice, il tutto senza un esito soddisfacente, almeno in termini di riapertura dell’impianto di viale Olimpia. Le esigenze di assicurare l'adozione di tutte le cautele necessarie, tra cui in particolare il contingentamento delle entrate e l’introduzione degli spazi acqua, non quadravano infatti con le aspettative di non operare in perdita da parte della società In Sport. Il gestore chiese quindi un intervento economico al Comune ma quest’ultimo ha ritenuto l’esborso non compatibile con i suoi programmi. Quindi le serrande del centro sportivo Garofoli non verranno alzate, almeno per prossimi tre-quattro mesi (stima assai benevola perché c’è di mezzo la procedura di riconsegna e tutto l’iter della nuova gara di appalto). •

Renzo Gastaldo