L'incontro

Pfas, potenziata
centrale di Lonigo
«Azzerare valori»

L'incontro
La riunione nella sede di Acque Veronesi
La riunione nella sede di Acque Veronesi
La riunione nella sede di Acque Veronesi
La riunione nella sede di Acque Veronesi

Dopo gli allarmi sui livelli di sostanze chimiche nel sangue, Acque Veronesi ha incontrato i sindaci dei territori interessati (ecco i 13 comuni veronesi coinvolti) dall’inquinamento da Pfas.

Illustrate le strategie e le attività di potenziamento dei filtri alla centrale di Lonigo. La società di Lungadige Galtarossa si è attivata dopo le indicazioni della Regione del Veneto per raggiungere la «virtuale assenza» di Pfas nelle acque destinate al consumo umano.

«I lavori di potenziamento dei filtri partiranno ad inizio anno e termineranno entro aprile 2018» – ha detto il presidente Niko Cordioli – «l’impianto di Lonigo sarà così dotato di una doppia filtrazione dell’acqua, attraverso l’installazione di nuovi silos e l’utilizzo di 130.000 kg di carbone attivo. Il solo raddoppio dei filtri avrà un costo di 1 milione e 800 mila euro, che vanno ad aggiungersi alle spese di manutenzione e al cambio dei filtri (circa 100 mila euro al mese) ed ai costi fino adesso sostenuti da Acque Veronesi dal sorgere della problematica (quasi 3 milioni di euro). Cercheremo inoltre di stilare un sistema di approvvigionamento e di reti acquedottistiche dotate di “distribuzione intelligente e flessibile” dell’acqua, evitando così in futuro che un solo bacino d’utenza serva così tanti Comuni come avviene oggi».

Garantita anche una sostituzione dei filtri più frequente.

 

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