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31.03.2019

Petizione per la biblioteca Semaforo rosso in Consiglio

Il Consiglio comunale di San Giovanni Lupatoto ha detto no alla petizione popolare sottoscritta da 270 cittadini che chiedeva di destinare l’edificio dell’ex scuola Pindemonte a biblioteca: presentata a dicembre, proponeva di approvare un cambio di destinazione d’uso per l’edificio scolastico della piazza centrale, variandone la previsione da scuola a biblioteca pubblica e casa della cultura e di dare mandato agli uffici di formulare una proposta di fattibilità, stimando i costi di intervento. «La richiesta di servizi bibliotecari e culturali in paese è in costante e importante aumento», si ricordava, «per cui nasce l’esigenza di maggiori e più adeguati spazi da destinare a biblioteca civica e casa della cultura». Il sindaco Attilio Gastaldello ha illustrato i motivi del diniego. «All’interno della maggioranza è in corso un’approfondita riflessione sull’utilizzo dei “contenitori” e il voto favorevole alla petizione, per la quale apprezzo l’impegno dei cittadini, equivarrebbe a legarci le mani nelle scelte sulla valorizzazione del vari immobili, attività che abbiamo già iniziato, basti pensare agli interventi sulla casa Bombardà e su Ca’ Sorio». «Non dimentichiamo che per quanto il nostro programma prevedesse la nuova biblioteca in centro ed esistesse nel contempo un impegno nel piano di recupero dell’ex Ricamificio per la realizzazione di un centro culturale da parte della proprietà, le necessità scolastiche di intervenire sulla scuola elementare Cesari hanno fatto cambiare il quadro complessivo», ha aggiunto il sindaco. «Non si può votare questo testo perché non si possono fare scelte di questo peso senza una valutazione approfondita delle implicazioni economiche e giuridiche; con gli studi di fattibilità non si va da nessuna parte». «Non c’è dubbio che San Giovanni Lupatoto abbia bisogno di una nuova biblioteca ma anche gli 800 metri quadri della ex Pindemonte potrebbero rivelarsi insufficienti. Per quanto mi riguarda farei la nuova sede vicino a Casa Novarini o collocherei la biblioteca nell’attuale palazzo municipale ricavando così, insieme al teatro Astra, un polo culturale. Il mio voto sarà contrario ma ciò non esclude che la nuova biblioteca possa essere ricavata nelle vecchie scuole», ha aggiunto Gino Fiocco, capogruppo di maggioranza. A sostegno delle tesi di Fiocco si è pronunciato anche il capogruppo leghista Michele Grossule, il quale ha confermato che le valutazioni sul posizionamento della biblioteca sono in corso. «Questa petizione e prematura perché il Piruea (il piano di recupero urbanistico, ndr) dell’ex Ricamificio è tuttora vigente», ha dichiarato il consigliere Roberto Bianchini, astenuto al voto. «Il vero problema è chi pagherà questa nuova struttura». «È una decisione difficile da prendere perché da un lato è vero che l’ex Pindemonte non è più adatta a ospitare una scuola e che una nuova biblioteca serve al paese, dall’altra è dimostrato che procedere a colpi di mozioni e petizioni, che vedono la minoranza contrapposta alla maggioranza, non porta a nessun risultato», ha sostenuto il civico di opposizione Alessandro Perbellini, anche lui astenuto al voto. «L’amministrazione non accoglie la proposta, che interessa tutti, di ricavare la nuova biblioteca nell’ex scuola Pindemonte che, ricordo, doveva essere sistemata a scuola entro 100 giorni dall’insediamento dell’amministrazione; sono comunque sbagliati i toni da scontro», ha detto la consigliera Anna Falavigna, civica di opposizione. «Il mio voto sarà a favore della petizione ma esco rammaricato dall’atteggiamento negativo della maggioranza sull’istanza nonostante tutti concordino sul fatto che serve la biblioteca; la verità è che non si vuole dire di sì a un documento che intende soltanto dare un indirizzo e non stabilisce né tempi né impegni specifici», ha dichiarato Massimo Giarola (Pd e lista Vantini). •

Renzo Gastaldo
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