Nove scuole coinvolte nella cura della terra

La presentazione del progetto «Prendersi cura della terra» nel municipio di San Bonifacio FOTO DIENNE
La presentazione del progetto «Prendersi cura della terra» nel municipio di San Bonifacio FOTO DIENNE
La presentazione del progetto «Prendersi cura della terra» nel municipio di San Bonifacio FOTO DIENNE
La presentazione del progetto «Prendersi cura della terra» nel municipio di San Bonifacio FOTO DIENNE

Cinque comuni, nove scuole, dieci aziende agricole e sette associazioni: sono i nodi di una rete costruita tra diverse realtà che per due anni hanno deciso di «Prendersi cura della terra». Si chiama così il progetto di promozione della cultura ambientale e di salvaguardia della biodiversità che, lanciato dall’associazione Amentelibera di San Bonifacio assieme a Cartabianca-Battipalco, Euphonia, Terra Viva Verona, il Biodistretto Valpolicella e dintorni, il Comitato Mag Verona e la Fondazione La Piletta Onlus, si è aggiudicato un finanziamento di 60 mila euro su una spesa complessiva di 75 mila. I fondi sono quelli del bando Format (Formazione ambiente 2021 della Fondazione Cariverona) che solo uno ogni quattro progetti candidati hanno ottenuto. Protagonisti del progetto i comuni di San Bonifacio, San Giovanni Ilarione, Vestenanova, San Pietro in Cariano e Fumane, i primi a convincersi che una nuova coscienza ambientale (quella che impone anche l’Agenda 2030 dell’Onu) debba essere costruita a partire dalla giovanissima età, assieme agli istituti comprensivi Lorenzi di Fumane, l’Ic 1 di San Bonifacio, il comprensivo di San Giovanni Ilarione-Vestenanova, le scuole dell’infanzia Santa Lucia, Paolo Crosara e Caucchiolo di San Bonifacio come la Papa Luciani di San Giovanni Ilarione, il polo liceale Guarino Veronese e la Fondazione San Gaetano di San Bonifacio. L’idea che guida il progetto, presentato qualche giorno fa a San Bonifacio, è che la coscienza ambientale si debba costruire attorno al fare (e non solo dunque attorno a divieti) e al fare concreto, in prima persona: per questo servono le braccia operative (le aziende agricole distribuite tra Vestenanova, San Bonifacio, Sant’Anna d’Alfaedo, Bussolengo, San Giovanni Ilarione, San Pietro in Cariano, Negrar di Valpolicella) e le associazioni (l’Associazione veneta dei produttori biologici e biodinamici, l’Associazione rurale italiana, Il paese di Alice, la Pro loco di Vestenanova, i gruppi scout Agesci San Bonifacio 1 e 2 e Valdalpone 1) come il sostegno garantito anche da Valliflor Srl. Il filo conduttore di tutta la complessa progettualità che coinvolgerà trasversalmente qualche migliaio di giovanissimi dall’età prescolare alla soglia dell’università è l’albero inteso come presidio ambientale che molto spesso è presente nel perimetro delle scuole e che lo è comunque nella realtà del paese in cui ognuno vive: attraverso un percorso che li coinvolgerà in questo e nel prossimo anno scolastico i ragazzi saranno protagonisti di un percorso di conoscenza, consapevolezza e cittadinanza attiva (costruito sul concetto del prendersi cura) tagliato su misura della loro fascia di età. Comune a tutti iniziative per piantumare essenze verdi, le uscite alla scoperta della natura del proprio paese, quelle in cui imparare a diventare sentinelle ambientali, incontri con gli esperti ed attività creative con cui il verde, le sue specificità, le sue ricchezze ma anche ciò che lo minaccia diventano tema per elaborati, dalla favola alla lettura animata, dal canto corale al digitale che sintetizza in un qr-code un video fino al teatro. Il primo passo l’hanno fatto Veneto agricoltura e l’Associazione veneta dei produttori biologici e biodinamici che ha messo a disposizione dei comuni aderenti un albero da frutto arcaico da piantumare in uno spazio pubblico: il melo decio a Fumane, il pero trentosso a San Bonifacio, la mela bella del bosco a Vestenanova, la mela rosa gentile a San Giovanni Ilarione ed il pero fico a San Pietro in Cariano. •.

Paola Dalli Cani