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04.07.2020

Muore in moto contro cancello

Il cancello posto sotto sequestro dai carabinieri di Dolcè su disposizione dell’autorità giudiziaria FOTO PECORA
Il cancello posto sotto sequestro dai carabinieri di Dolcè su disposizione dell’autorità giudiziaria FOTO PECORA

Il temporale improvviso, il vento, e poi lo schianto. Incidente mortale, a mezzanotte di ieri a Volargne, nella zona industriale, in via Del Marmo, all’altezza della ditta Santa Margherita. Il magistrato di turno ha aperto un fascicolo sulla morte di Gianfranco Pernigo, 67 anni, ex marmista, ora pensionato, residente a Dolcè. L’uomo, che tutti chiamavano Franco, era partito poco prima dell’incidente, da Affi, dove aveva trascorso la serata in compagnia di amici in un bar della zona. Poi iniziando a vedere lampi ha detto agli amici che si sarebbe avviato per non trovarsi in mezzo al temporale. L’uomo era in sella al suo Yamaha 1300. Ma arrivato in via Del Marmo, la vittima è andata a sbattere, quando era poco distante dal luogo di residenza. Non è chiara la causa dell’incidente mortale. La moto è andata a sbattere contro il cancello di una ditta di marmi. Ora c’è da stabilire se il cancello si sia spalancato all’improvviso durante il transito dello scooter per colpa del forte vento, oppure se quel cancello fosse rimasto aperto e l’uomo non abbia visto l’ostacolo per colpa della pioggia battente che limitava la visuale. Il cancello lambisce la strada, e ha straordinariamente l’apertura verso l’esterno, anzichè il contrario. La zona a quell'ora era interessata da un forte temporale con abbondanti piogge che potrebbero essere state una delle concause dell'incidente su cui stanno svolgendo gli accertamenti i carabinieri della stazione di Peri, intervenuti sul posto. L'autorità giudiziaria, informata nel corso della notte, ha disposto il sequestro del cancello per le verifiche del caso e il trasferimento della salma all'istituto di medicina legale di Verona per i successivi approfondimenti. Ieri mattina sul cancello era stato posto il cartello di sequestro. Quando i militari di Dolcè, l’altra notte, sono arrivati sul posto, il portone in metallo azzurro era spalancato, quindi la questione si presenta controversa, potrebbero ravvisarsi responsabilità da parte del titolare della ditta. È possibile che il magistrato affidi l’incarico ad un medico legale per l’autopsia, oppure che sia sufficiente l’esame necroscopico esterno per concedere il nullaosta alla sepoltura. La vittima era vedovo da un paio d’anni, lascia tre figli. Per tutta la vita aveva lavorato per il fratello Leonello, noto imprenditore lapideo. I due hanno anche una sorella, Daniela, che con la sua famiglia è titolare della gioielleria di Sant’Ambrogio di Valpolicella “Preziose Emozioni”. Gianfranco era benvoluto da tutti, allegro, spontaneo, capace con una battuta di rallegrare la giornata ai bambini come agli anziani di Volargne, ed era un appassionato di ciclismo, infatti ricopriva la carica di vicepresidente della società Pedale scaligero. •

Alessandra Vaccari
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