Mela, la raccolta parte bene Le celle sono quasi vuote

Quest’anno la raccolta delle mele partirà sotto buoni auspici
Quest’anno la raccolta delle mele partirà sotto buoni auspici

È di 10 milioni e 711mila tonnellate (meno 1% rispetto al 2019 ma inferiore del 10% sulla media dei tre anni precedenti, con l'esclusione del 2017 condizionato da gelate estese) il raccolto 2020 di mele previsto in Europa. La produzione, quindi, rimane ben sotto la soglia di 12milioni di tonnellate, da non sforare per evitare eccedentarietà e conseguente abbassamento dei prezzi. La stima di Prognosfruit, l'annuale conferenza a livello Ue tenutasi nei giorni scorsi in maniera virtuale causa Covid, è diffusa da Assomela, l'organizzazione dei produttori italiani. E anche Verona, provincia ad altissimo tasso agricolo, attendeva con ansia le previsioni. Se due anni fa con circa 4.600 ettari e una produzione di oltre 200.000 tonnellate la coltivazione di mele nella provincia veronese si era classificata come prima coltura frutticola, secondo dati Istat, lo scorso anno i nostri melicoltori hanno raccolto 2.041.570 quintali di pomi su 4.575 ettari. In pratica: la nostra provincia fa segnare, da sola, un cinquantesimo della produzione di tutta Europa. In generale, l'andamento delle vendite è stato anomalo: nella seconda metà dell' emergenza Covid ha azzerato in anticipo gli stock di mele rosse e bicolori facendo lievitare i prezzi al consumo. Così la nuova campagna già iniziata in questi giorni con la raccolta della precoce Gala di pianura, partirà favorevolmente, cioè a celle quasi vuote sia in Italia sia nel resto della Ue. Definita la stima produttiva Ue, Prognosfruit sottolinea che il raccolto 2020 sarà influenzato da due fattori: le gelate che hanno colpito il Nord e l'Est Europa e le fioriture disomogenee, con conseguente riduzioni produttive di varietà importanti come la Golden. La Polonia, Paese Ue a più alta produzione, prevede il 17% in più di mele rispetto al 2019: 3 milioni e 400mila tonnellate. Al contrario la Francia, l'Austria, il Belgio e l'Ungheria rispettivamente prevedono perdite del 13, del 17, del 31 e addirittura del 40%. Cali minori in Germania (-4%), in Spagna (-16%), in Portogallo (-15%) e Paesi Bassi (-14%). stabile il raccolto nel Regno Unito. Quanto alla varietà più coltivata (la Golden) è atteso un raccolto inferiore del 17% rispetto alla scorsa stagione. Record produttivo, invece, per la Gala: 390mila tonnellate. La Red delicius sale del 6%, la Granny Smith del 20%. Sui valori medi Ranetta e Fuji. Le cosiddette nuove varietà superano ormai le 100mila tonnellate. IN SALITA LA QUALITÀ dei pomi: i calibri sono superiori alla media, complice il minor numero di mele per albero a causa di una fioritura non eccezionale. Al momento la temuta cimice asiatica sembra aver fatto meno danni del 2019. Gelate e grandine che hanno colpito gli areali di pianura hanno provocato qualche danno al momento difficile da stimare. Comunque è prevista una quantità di mele destinata al mercato fresco in leggera ripresa rispetto al 2019. Per l'Italia si stima una produzione in linea con quella dello scorso anno ed inferiore alla media dei 5 anni precedenti, escludendo il consuntivo 2017. In calo del 7% la produzione dell'Alto Adige, il Trentino risale del 5%, il Piemonte sta raggiungendo il secondo posto di area produttiva. Recupera leggermente la produzione di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Calo di quasi l'8% in Emilia Romagna. In campo biologico l'Italia registra un balzo dell'8,5% sul campo delle mele «verdi» diventa primo produttore Ue di pomi sostenibili. Alla luce delle stime produttive e delle celle frigo svuotate da mele 2019, Prognosfruit afferma che ci sono le premesse per una buona stagione commerciale: «Il buon equilibrio della domanda e dell'offerta dovrebbe favorire giuste quotazioni». •

Piero Taddei