Annunciato alla borsa di Londra

La Lego si compra Gardaland

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L'ingresso di Gardaland
L'ingresso di Gardaland

Lego va al parco divertimenti ed entra nella stanza dei bottoni di Gardaland. Più precisamente la Kirkbi, ossia la finanziaria danese della famiglia di Kjeld Kirk Kristiansen, che controlla il mondo dei mattoncini di plastica più famosi al mondo, insieme alla società americana di private equity Blackstone e ai fondi pensione canadesi Cppib hanno annunciato alla Borsa di Londra di essere interessati all’acquisto della Merlin Entertainments, gruppo inglese che detiene nel proprio portafoglio il museo britannico delle cere di Madame Tussauds, la grande ruota panoramica di Londra e dal 2005 controlla, tra gli altri, il parco dei divertimenti di Gardaland a Castelnuovo del Garda, il più grande d’Italia.

 

 

L’OFFERTA. L’offerta pubblica di acquisto è stata lanciata per la somma di 5,9 miliardi di sterline, dopo il via libera da parte del cda di Merlin. La proposta è di 455 pence in contanti per azione della società dell’industria dell’intrattenimento, già quotata alla Borsa della capitale britannica. «Dopo approcci non desiderabili da parte di diversi investitori e dopo aver rigettato molte offerte, il consiglio di amministrazione di Merlin ha ritenuto questa offerta un'occasione per gli azionisti di realizzare un utile sui loro investimenti», ha detto il presidente John Sunderland. Kirkbi ha già in portafoglio il 30 per cento di Merlin ma con l’acquisizione salirà al 50, con Blackstone e Cppib che controlleranno la quota restante. Lego è spinta a chiudere sull’acquisizione dall’urgenza di diversificare il proprio business, influenzato dalla ciclicità e dalle difficoltà del mondo dei giochi, messo alla dura prova dall'arrivo della concorrenza digitale. Come l’operazione, che ha tutte le carte in regola per andare a buon fine, impatterà sul parco veronese è difficile stabilire. L’ad, Aldo Maria Vigevani, ieri irraggiungibile, ha appena tagliato il nastro del nuovo resort, il Gardaland Magic Hotel, il terzo in ordine di costruzione dopo Gardaland Resort e Adventure, dotato di 128 stanze interamente a tema.

 

Gardaland
Gardaland

 

IL TERRITORIO. Pochi giorni fa, partecipando ad una conferenza a tema organizzata dal ministero dell’Agricoltura e Turismo, a Roma, sull’«Industria dei parchi divertimento come patrimonio di valore per il territorio» evidenziava la situazione positiva del comparto dei parchi divertimento nel Belpaese, sottolineando l’importanza dell’indotto che generano. Le strutture, infatti, non «vendono» più solo divertimento, ma tendono a diventano soggetti di primo piano della ricettività. Gardaland ha fatto da apripista. «Abbiamo aperto il primo hotel nel 2004, il secondo nel 2015: il riscontro dei visitatori nei confronti della nostra hotellerie è stato più che positivo. Nel 2018 abbiamo registrato un’occupazione camere dell’85 per cento tanto che Gardaland ha deciso di costruire la terza struttura ricettiva», ricordava. Ora l’offerta di Gardaland Resort ha raggiunto la consistenza di 475 camere, di cui 257 tematizzate. Un incentivo in più, per i nuovi probabili proprietari, a non interrompere la sequenza di investimenti assicurati da Merlin in questi anni alla struttura veronese, che sta offrendo occupazione a 1.500 dipendenti, quasi tutti della provincia, 211 a tempo indeterminato ed il resto stagionali.

Valeria Zanetti

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