La Lega si spacca Chiude la sezione dopo trent’anni

Una vista dall’alto di Grezzana
Una vista dall’alto di Grezzana
Una vista dall’alto di Grezzana
Una vista dall’alto di Grezzana

Ha destato molta sorpresa e imbarazzo l’ufficializzazione dell’ingresso del sindaco Arturo Alberti nella Lega di Matteo Salvini, anche perché tutti (o quasi) l’hanno appreso dai giornali. La storica sezione della Lega di Grezzana con un comunicato fa sapere che «dopo trent’anni di attività politica sul territorio ha chiuso i battenti con le dimissioni del segretario Giancarlo Montolli e dei 15 militanti, denunciando la distanza ormai abissale tra le sezioni territoriali e la dirigenza di Verona della Lega». Secondo i militanti «il corteggiamento per far entrare il sindaco Alberti nella Lega è iniziato nel 2018, dopo le elezioni del presidente della Provincia, quando lo stesso Alberti si candidò contro la Lega e perse per pochi voti. Adesso in prossimità delle elezioni comunali di autunno, il ricandidato sindaco Alberti è saltato sul carro di Matteo Salvini e in consiglio si troverà con il consigliere Cristian Brunelli capo del Gruppo Misto, eletto nella lista Grezzana e Frazioni - Lega Nord e consigliere provinciale della Lega. Una situazione che conferma la distanza tra la base e la dirigenza della Lega di Verona, ormai composta di tanti comandanti e pochi soldati e che riteniamo grave rispetto all’intero movimento. C’è stato un tempo in cui le sezioni locali dovevano dare il loro parere in merito alle nuove iscrizioni». I militanti grezzanesi non ci stanno e ribadiscono «Siamo noi a metterci la faccia sul territorio: il nostro obiettivo è sempre stato la condivisione e non accettiamo più imposizioni di nomi e scelte da Verona o da altri. Nessuno ci potrà obbligare a sostenere il sindaco uscente Alberti. C’è amarezza tra noi per come è diventata oggi la Lega: decadente come un vecchio impero! Da parte nostra non c’è volontà di ripicca, solo la necessità del territorio (frazioni comprese) di avere quelle risposte che ancora dal comune di Grezzana non sono arrivate». Alla luce di queste scelte, conclude il comunicato, «oggi siamo tutti «civici», ex leghisti, liberi di fare le nostre scelte locali, pronti a costruire una nuova proposta per le prossime elezioni comunali a Grezzana, che sarà seria e di responsabilità».Dopo anni di militanza, rimarranno i loro contatti personali e umani con esponenti della Provincia, della Regione Veneto e tra i grezzanesi. Sono stati storici, negli anni, i gazebi della Lega Nord in Piazza Carlo Ederle. Erano punti di partecipazione politica: le discussioni vertevano sugli ultimi fatti di cronaca legati all’autonomia, alle elezioni (comunali, regionali, politiche) o all’amministrazione locale. Nel comunicato i militanti rivendicano anche i risultati positivi ottenuti in occasione delle varie elezioni, comprese quelle regionali del 2020, «frutto di un lavoro di squadra». Il loro commento: «Purtroppo in questa Lega non c’è futuro né per le sezioni locali, né per i candidati, anche perché il peso politico delle preferenze viene messo in secondo piano rispetto a quanto si è accondiscendenti con le scelte prese dai vertici della Lega». Una scelta quella di chiudere la sezione della Lega, l’unico partito rimasto a far da collante con il territorio che rischia «di essere risucchiato dalla città e perdere la sua autonomia», per parafrasare la grande preoccupazione espressa dell’Avvocato Renato Gozzi, ex sindaco di Grezzana e Verona, nel lontano 1991. •.

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