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06.04.2020 Tags: San Martino Buon Albergo

La Filastrocca
"scacciavirus"
per i più piccoli

Parole e musica sono più forti di ogni cattiva sorte e quando parole e musica escono dal cuore di due poeti, il risultato e una magia che sconfigge ogni male. Ci hanno provato con successo lo scrittore e poeta Roberto Piumini e l’educatrice, musicoterapista, docente di chitarra, musicista e cantante Marta Merzari.

 

A Piumini la struttura sanitaria Humanitas San Pio X di Milano aveva chiesto di esprimere, con la sua sensibilità attenta al mondo dell’infanzia, le parole giuste per parlare ai bambini più piccoli del morbo coronavirus, senza alimentare l’ansia ma fornendo anche le giuste indicazioni di igiene e prevenzione. Il 14 marzo, giorno del suo settantatreesimo compleanno, Piumini ha creato la filastrocca «Che cos’è che in aria vola?», parlando di «un virus che porta la corona ma di certo non è un re… un tipaccio piccolino, un tipetto velenoso, invadente e dispettoso».

 

«Sono rimasta affascinata da questo linguaggio giocoso che si rivolge ai piccoli per spiegare che cosa sia il coronavirus», racconta Marta Merzari, «e ho condiviso le mie impressioni con Anna Paola Marconi, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di San Martino Buon Albergo, che mi ha proposto di metterla in musica per farne dono ai bambini delle scuole».

 

Chiesto e ottenuto il permesso da Piumini, Marta ha buttato di getto in poche ore la musica della filastrocca e l’ha inviata ad alcuni musicisti-insegnanti di Music@rt, l’associazione culturale che ha co-fondato dieci anni fa con Alice Andrea Ferroni. Sulla melodia si sono messi a capofitto allora anche Miriam Urbani, Alice Andrea Ferroni, Elia De Molli, che ha curato anche la strumentazione e la produzione: ognuno ha lavorato da casa propria, facendo rimbalzare voci e note da un cellulare all'altro e da una mail all'altra.

 

Del brano musicato è stato creato un video, liberamente condivisibile, a cui fanno da controcanto i disegni che molti bambini hanno inviato per partecipare al progetto, illustrando la filastrocca. Dal 10 aprile la canzone sarà disponibile anche su Spotify, iTunes, Apple Music e Amazon e tutti i proventi degli ascolti e dei download saranno destinati al progetto della Regione Veneto. 

 

CHE COS’È CHE IN ARIA VOLA?

di Roberto Piumini

 

Che cos’è che in aria vola?
C’è qualcosa che non so?
Come mai non si va a scuola?
Ora ne parliamo un po’.

Virus porta la corona,
ma di certo non è un re,
e nemmeno una persona:
ma allora, che cos’è?

È un tipaccio piccolino,
così piccolo che proprio,
per vederlo da vicino,
devi avere il microscopio.

È un tipetto velenoso,
che mai fermo se ne sta:
invadente e dispettoso,
vuol andarsene qua e là.

È invisibile e leggero
e, pericolosamente,
microscopico guerriero,
vuole entrare nella gente.

Ma la gente siamo noi,
io, te, e tutte le persone:
ma io posso, e anche tu puoi,
lasciar fuori quel briccone.

Se ti scappa uno starnuto,
starnutisci nel tuo braccio:
stoppa il volo di quel bruto:
tu lo fai, e anch’io lo faccio.

Quando esci, appena torni,
va’ a lavare le tue mani:
ogni volta, tutti i giorni,
non solo oggi, anche domani.

Lava con acqua e sapone,
lava a lungo, e con cura,
e così, se c’ è, il birbone
va giù con la sciacquatura.

Non toccare, con le dita,
la tua bocca, il naso, gli occhi:
non che sia cosa proibita,
però è meglio che non tocchi.

Quando incontri della gente,
rimanete un po’ lontani:
si può stare allegramente
senza stringersi le mani.

Baci e abbracci? Non li dare:
finché è in giro quel tipaccio,
è prudente rimandare
ogni bacio e ogni abbraccio.

C’ è qualcuno mascherato,
ma non è per Carnevale,
e non è un bandito armato
che ti vuol fare del male.

È una maschera gentile
per filtrare il suo respiro:
perché quel tipaccio vile
se ne vada meno in giro.

E fin quando quel tipaccio
se ne va, dannoso, in giro,
caro amico, sai che faccio?
io in casa mi ritiro.

È un’ idea straordinaria,
dato che è chiusa la scuola,
fino a che, fuori, nell’aria,
quel tipaccio gira e vola.

E gli amici, e i parenti?
Anche in casa, stando fermo,
tu li vedi e li senti:
state insieme sullo schermo.

Chi si vuole bene, può
mantenere una distanza:
baci e abbracci adesso no,
ma parole in abbondanza.

Le parole sono doni,
sono semi da mandare,
perché sono semi buoni,
a chi noi vogliamo amare.

Io, tu, e tutta la gente,
con prudenza e attenzione,
batteremo certamente
l’antipatico birbone.

E magari, quando avremo
superato questa prova,
tutti insieme impareremo
una vita saggia e nuova.

 

 

Vittorio Zambaldo
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