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13.07.2020 Tags: San Giovanni Lupatoto

La caduta dei giganti Per gli alberi è stata un’ecatombe

Il giorno dopo la superbufera di vento e pioggia delle 17 di sabato, ieri a San Giovanni Lupatoto è stato il momento della prima conta dei danni. Un primo bilancio lo fa l’assessore Maurizio Simonato, che ha passato tutta la serata di sabato e parte della giornata di ieri a indirizzare e seguire l’azione del gruppo comunale di Protezione civile, settore per il quale ha la delega. Con una premessa: «Non abbiamo avuto, per fortuna, segnalazioni di danni alle persone ma alle cose e al patrimonio arboreo in particolare» «Uno dei platani storici del viale pedonale della piazza centrale (piazza Umberto I, ndr) è stato spezzato dalla furia del vento», riferisce l’assessore. «Il grande pino che si trovava all’incrocio di via Foscolo è stato completamente sradicato. Due dei maestosi pioppi, alti quasi 25 metri, dell’ex colonia elioterapica dell’Adige sono stati gettati a terra. Altre piante sono state abbattute in via Nenni, via Manara e nel parco Martiri delle Foibe, via Scaiole, via Gramsci, via Gabbiola, via I Maggio. Il filare di olmi che si trova nel cortile delle scuole Marconi ha subito gravi danni con alberi abbattuti e rami spezzati». Il fortunale, proveniente da ovest, è durato circa trenta minuti ma i suoi strascichi rimarranno a lungo impressi nella memoria dei lupatotini, così come le potentissime raffiche di vento. «Il primo intervento della Protezione civile insieme alla Polizia municipale è stato la perimetrazione e messa in sicurezza delle zone pubbliche dove erano caduti gli alberi e i rami, poi sono entrate in azione le tre squadre, che hanno liberato, con un primo intervento, strade e marciapiedi», aggiunge Simonato. A DAR MAN FORTE per pulire le vie da ramaglie e foglie è intervenuta anche la Sgl Multiservizi, con le sue spazzatrici e i suoi operatori e le ditte che si occupano del verde. «È stato un vero e proprio disastro per il patrimonio verde del Comune», commenta affranto Mattia Stoppato, consigliere comunale con la delega per il verde, che ieri mattina era in piazza Umberto I a coordinare la rimozione del platano caduto. «Dove non sono stati estirpati gli alberi, sono caduti i rami e le foglie, come al Parco ai Cotoni e sul viale. Due gelsi dell’Adige sono stati spaccati a metà dalla potenza del vento. Alcuni pioppi bianchi, olmi e robinie sono stati sradicati al parco del Porto. È stata un’ecatombe». Oggi verranno svolte le verifiche della stabilità delle piante nei parchi e per questo il Comune ha comunicato che tutti i parchi pubblici rimarranno chiusi e lo saranno anche domani. Riprende Simonato ringrazia tutti: «Mi sento di segnalare ed elogiare l’operato dei nostri volontari del Gruppo comunale di Protezione civile che sono intervenuti con rapidità, fornendo dimostrazione di efficienza e competenza, così come la Polizia municipale, l’Associazione Nazionale Carabinieri e Cittadino Sicuro. Anche in questa occasione la preparazione, la dotazione di mezzi e la rete di collaborazioni precedentemente instaurata, ha reso possibile una risposta corale ed efficace all’emergenza. Per l’emergenza erano in municipio ,oltre a dipendenti dell’ufficio tecnico, vari amministratori, tra cui il sindaco Attilio Gastaldello, il vice sindaco Fulvio Sartori e il consigliere Stoppato». Fra tante notizie negative, ce n’è una di positiva. Non ci sono stati problemi per la statale 434 Transpolesana e per via Madonnina, dove ad ogni precipitazione fuori dalla normalità, di solito si verificano allagamenti. Si sono formate solo pozzanghere, subito riassorbite. •

Renzo Gastaldo
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