L’ex bocciodromo accende i motori Oggi si comincia

Ultimi lavori all’ex Bocciodromo in via San Vittore per partire con le vaccinazioni anticovid  FOTO PECORA
Ultimi lavori all’ex Bocciodromo in via San Vittore per partire con le vaccinazioni anticovid FOTO PECORA

È la volta di Bussolengo. Oggi 400 ottantenni, classe 1941, si presenteranno per ricevere l’anticovid Pfizer al centro vaccinale allestito all’ex bocciodromo di strada San Vittore, poco lontano dal centro polifunzionale dell’Ulss 9. Non arriveranno impreparati, però, perché c’è chi ha già fatto un sopralluogo: «Da giorni, anche domenica», racconta il sindaco Roberto Brizzi, «c’è un andirivieni di anziani che vengono a vedere dove è il posto. Vengono anche da fuori paese». E qui troveranno uno spazio adeguato: 600 metri quadrati già muniti di impianti elettrici e di riscaldamento, un parcheggio molto grande e facilmente raggiungibile dalla rete viaria principale. Perché la «primula» è stata allestita nella sede della bocciofila che il 31 dicembre ha consegnato le chiavi del bocciodromo comunale, avendo terminato l’attività. «In municipio si rifletteva su cosa fare della struttura quando è sorta l’esigenza di un centro vaccinale e noi siamo stati ben contenti di metterci a disposizione. Sarà un punto di riferimento per il distretto 4», continua Brizzi. È stato un lavoro approntato in tempi che una pubblica amministrazione ignorava: «A vedere cosa c’era la settimana scorsa non ci si crede. Lunedì non c’era nulla, le lettere erano già partite e c’era piuttosto da mettersi le mani nei capelli. Dopo una settimana di collaborazione tra Ulss e uffici comunali eccoci qui. Hanno fatto davvero l’impossibile perché fare le cose in velocità in un ente pubblico non è facile». «Mai me lo sarei aspettato», ammette Brizzi. E ora resta l’emozione che si accenderà stamattina quando gli ottantenni inizieranno ad arrivare. Hanno ricevuto una lettera via Postel che indica data e luogo di convocazione. Contiene anche una scheda da portare già compilata in cui l’anziano scrive quali medicinali assume, se è soggetto a patologie particolari, se nell’ultimo mese è stato a contatto con persone positive o ha avuto il covid, se è stato all’estero nell’ultimo mese e se ha sintomi influenzali. La carta va consegnata al box di anamnesi dove viene controllata e caricata nel sistema informatico. Poi viene fissata la data del richiamo, fra tre settimane. Si consiglia di indossare abiti comodi. È d’obbligo portare la mascherina chirurgica e si deve mostrare anche la tessera sanitaria. All’ingresso viene misurata la temperatura, dopo un banco di accettazione si passa a quello per l’anamnesi, quindi alla vaccinazione. Dopo l’iniezione occorre attendere 15 minuti in uno spazio apposito. Ci saranno sedie per l’attesa e carrozzelle per chi ha difficoltà di movimento. È fondamentale arrivare puntuali e, soprattutto, non troppo in anticipo per evitare attese più lunghe del dovuto, magari al freddo. Oggi si partirà con un turno dalle 8.30 alle 12.30 che si allungherà fino a sera nelle prossime tappe. «C’è una grandissima aspettativa», conclude Brizzi. «L’importante è arrivare tutti al proprio orario e non troppo presto. Tutto sarà funzionante e man mano che le operazioni procederanno vedremo cosa c’è da migliorare». •

Maria Vittoria Adami