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22.05.2020 Tags: Bussolengo

L’arte di tornare a danzare con nuove regole ma insieme

Lezione di danza con meno allieve, una per quadrato così da permettere il distanziamento di sicurezzaL’insegnante di danza Elena Corda   FOTO PECORA
Lezione di danza con meno allieve, una per quadrato così da permettere il distanziamento di sicurezzaL’insegnante di danza Elena Corda FOTO PECORA

Bussolengo riapre le scuole di danza e le palestre. A beneficiarne sono l’associazione Centro danza Arabesque, diretto da Elena Corda, Danza arte di Carlo Modonutti, palestra e danza Fisicamente di Anita Cordioli, palestra centro Paolo New Gym, Accademia di danza Ritmo doble di Raffael Castillo, palestra For you. Prima della chiusura, questi centri contavano almeno duemila persone frequentanti. Elena Corda, decana del settore in paese, dice: «Cerchiamo di rispondere alla domanda: la chiusura ha costituito per molti di noi difficoltà notevoli. Siamo stati dimenticati e ci siamo sentiti abbandonati: si parlava di tutti, ma mai del settore artistico. Poi come scuole di danza siamo state associate alle palestre e abbiamo potuto riaprire». Un intervallo colmato in parte con lezioni in streaming. «Come le altre scuole di danza e palestre di Bussolengo», continua Corda, «abbiamo proposto lezioni online per cercare di dare continuità e creare un momento di normalità in una situazione che di normale non aveva nulla. Le lezioni gratuite hanno contribuito a mantenere vivo il rapporto con gli allievi». Ora, con la riapertura, ci sono molte misure di sicurezza da rispettare e inevitabili restrizioni, ma tutto sembra filare liscio. Precisa Corda: «Le allieve devono seguire un percorso, togliere le scarpe perché si danza con il calzino. Poi, sanificate le mani, si può entrare in sala danza, predisposta con segna posti. Le distanze durante l’attività sono di 2 metri, servono quindi 4 metri quadri a persona. Il numero delle partecipanti a lezione dipende dalla grandezza della sala: sui 160 metri quadri di cui dispongo, ce ne potrebbero stare una quarantina ma ne terrò al massimo una decina. Finita la lezione, le ragazze escono mantenendo la distanza di sicurezza, con la mascherina, evitando assembramenti». Conclude Corda: «Le ragazze sono molto brave e rispettose delle regole. È proprio un’altra cosa averle qui. La prima volta che mi sono collegata per la lezione online con le ragazze, ho chiuso velocemente perché mi veniva da piangere nel vedere i loro volti spenti, mentre in sala faticavo a tenerle in silenzio. Poi ho cominciato a ricevere i messaggi dei genitori che mi ringraziavano perché stavo mantenendo una quotidianità, una socialità molto importante per loro; lezione dopo lezione, ho visto le ragazzine cominciare a sorridere e scherzare tra di loro. Tutto ciò è arte, senza contare che dietro vi lavorano tante figure che non appaiono: elettricisti, fonici, sarte, parrucchieri, truccatrici, scenografi. La danza è espressione corporale della nostra anima: non facciamo morire l’arte». •

Lino Cattabianchi
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