Il relitto del barcone del Porto? Trovato ma il recupero è difficile

Dal 1871 Il traghetto al Porto, qui  in una foto d’epoca, funzionò per un secolo e fu distrutto nel  ’70  da un temporale
Dal 1871 Il traghetto al Porto, qui in una foto d’epoca, funzionò per un secolo e fu distrutto nel ’70 da un temporale
Dal 1871 Il traghetto al Porto, qui  in una foto d’epoca, funzionò per un secolo e fu distrutto nel  ’70  da un temporale
Dal 1871 Il traghetto al Porto, qui in una foto d’epoca, funzionò per un secolo e fu distrutto nel ’70 da un temporale

Sarà recuperato il vecchio barcone del traghetto sul fiume Adige naufragato nel 1970 e oggi adagiato nel fiume? L’amministrazione comunale sta valutando il da farsi dopo aver letto il rapporto stilato dalla Athos, la ditta specializzata di Malcesine incaricata dal Comune di fare gli accertamenti sulla presenza e sullo stato del barcone del «Porto» (così veniva chiamato il traghetto in paese). Le ricerche con eco-scandagli sono state fatte sabato e si sono protratte per poco più di tre ore. «La ditta specializzata nella ricerca di imbarcazioni sommerse ha purtroppo rilevato un forte stato di degrado dello scafo naufragato», spiega il sindaco Attilio Gastaldello. «Pertanto, dal rapporto di ispezione, pare difficile ipotizzare un recupero, anche parziale, del traghetto originario». Sembrerebbe la presa d’atto dell’effettiva irrecuperabilità del vecchio barcone. Ma non è proprio così. «Non sono escluse indagini più accurate per il recupero delle parti rimaste sul fondale da custodire come ricordo del vecchio traghetto in apposita location», aggiunge Gastaldello. «L’Amministrazione intende comunque ripristinare il “passo volante” per il quale è già stata presentata una domanda di finanziamento, con il Comune di Verona, per la fruizione di fondi che coinvolgono più Comuni della cintura veronese». Da quanto si percepisce l’amministrazione comunale parrebbe intenzionata a recuperare anche solo qualche vecchio pezzo del barcone che da 52 anni si trova adagiato sotto acqua, una cinquantina di metri a valle del punto di approdo del Porto affinché rimanga a testimoniare l’esistenza del vecchio traghetto che univa le due rive del fiume Adige. «Recentemente», spiega l’assessore delegato al turismo Debora Lerin, «sono state svolte le ricerche del relitto del traghetto che collegava la sponda dell’Adige di San Giovanni Lupatoto con quella del Comune di Verona. Ciò allo scopo di valorizzare un mezzo che ben rappresenta l’immagine di un Comune aperto, capace di creare collegamenti con i territori limitrofi, anche nell’ottica di favorire il turismo. La volontà di recuperare il relitto è motivata dall’opportunità di poter restituire ai giovani la conoscenza dell’identità culturale locale e agli adulti la memoria di ricordi appartenenti al passato». Il barcone inghiottito dal fango è uno dei due che sorreggevano il piano del traghetto. Il Porto, entrato in funzione nel 1871, naufragò il 17 settembre 1970. Secondo la ricostruzione dello storico locale Giuseppe Lavorenti, nella notte fra il 16 e il 17 settembre 1970 un violentissimo temporale si scatenò su città e paesi del circondario. «Alle 2, cessato il nubifragio, come sempre avveniva in queste circostanze, il passatore», spiega Lavorenti, «corse al Porto per togliere l’acqua piovana dalle barche. L’oscurità e il tempo inclemente devono averlo ingannato sul quantitativo d’acqua da vuotare. Alle prime luci dell’alba un triste spettacolo si presentò al passatore: un barca era affondata, il pianale si era trasformato in zattera e solo una barca galleggiava. Si lavorò con un trattore per recuperare quel che restava del traghetto ma ogni sforzo per raddrizzarlo fu vano. La corrente ebbe la meglio e il naufragio fu inevitabile». Un barcone si sfasciò frantumandosi contro la diga. Il secondo, trattenuto dalle funi tese, fu fatto accostare, semiaffondato, a riva a 50 metri di distanza. Per alcuni anni il vecchio barcone rimase parzialmente visibile. Nella seconda metà degli anni ’90 Marco Mozzo, ambientalista e ricercatore storico locale, presentò all’allora sindaco Severino Betti uno studio sul tratto di Adige lupatotino al cui interno si ipotizzava anche il recupero del vecchio barcone.•.

Renzo Gastaldo