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07.01.2020

I cent’anni di Ernesto che tornò dalla Russia

Figli, nipoti e pronipoti intorno a Ernesto Boscaini che ha compiuto cent’anni
Figli, nipoti e pronipoti intorno a Ernesto Boscaini che ha compiuto cent’anni

Grande festa per Ernesto Boscaini che ha compiuto 100 anni. Da Roma è arrivata anche sua sorella, suor Maria, e attorno a lui si sono uniti i figli Paola, già sindaco di Bussolengo, Attilio che ha lavorato per molti anni all’Ufficio tecnico del Comune e Giannantonio, oltre a nipoti, pronipoti, parenti e amici. Nato in Valpolicella, a Sant'Ambrogio, nella frazione di Gargagnago, il 15 dicembre 1919, poco dopo con la sua famiglia si è trasferita a Mazzurega. Poi, dopo la morte di suo padre Giuseppe, ha acquistato una campagna a Bussolengo in località Zamboni Ca' di Mezzo. Prima contadino, poi muratore e infine uomo di fiducia di Pietro Vassanelli, il patròn del calzaturificio Maria Pia. Con suo grande rammarico, lo ha confessato spesso, non è riuscito a studiare. Ernesto Boscaini è stato soldato nella Seconda guerra mondiale, prima sul fronte dell’Albania e dopo in Germania, dove è stato prigioniero. Ha combattuto anche nella campagna di Russia, dove ha perso il fratello Attilio che risulta ancora disperso. «Ma papà non ha mai voluto parlare della guerra», ricorda la figlia Paola, «e quando nel negozio di mamma, la Lina Tortella del gruppo delle Sartine, arrivavano clienti tedeschi, lui se ne andava. Nelle rare volte che ne ha parlato, abbiamo capito che lui in Russia si è salvato perché stava sulla sponda del Don dove alcuni soldati sono stati fatti prigionieri. Poi abbiamo scoperto che è probabilmente è stato un Imi, internato militare, perché è tornato a casa dalla Russia ed è stato portato in Germania, ma è tornato solo a novembre anche se la guerra era finita ad aprile. Da aprile a novembre, da quel che sappiamo, è rimasto in Germania a lavorare». Ernesto ha l’hobby della musica e ha suonato per molti anni il sassofono nella banda di Bussolengo. Conclude sua figlia Paola: «È sempre stato orgoglioso dei suoi figli, anche se non lo ha mai detto, ma lo si è capito dal suo modo di fare. Ed è da sempre un uomo di grande fede: la recita del rosario ogni giorno è sempre stato l'impegno della nostra famiglia». •

L.C.
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