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30.05.2020 Tags: San Giovanni Lupatoto

Hacker attaccano il Consiglio on line

Mani su una tastiera di un computer portatile
Mani su una tastiera di un computer portatile

Quattro utenti non autorizzati giovedì sera sono entrati nella sala virtuale del sito www.gotomeet dove si svolgeva la videoconferenza del consiglio comunale di San Giovanni Lupatoto. E, come hacker, hanno creato scompiglio: la seduta consiliare è stata sospesa saper circa 15 minuti per decidere come comportarsi nei riguardi di questi ospiti indesiderati che a più riprese si sono affacciati alla sala virtuale dove, teoricamente potevano prendere posto soltanto i 16 consiglieri comunali, il sindaco, gli assessori e il segretario comunale. Alcuni intrusi hanno messo il proprio nome, altri soltanto la sigla. La presenza non autorizzata aveva una precisa causa. Il (neo) presidente del consiglio comunale, Michele Grossule, eletto nel ruolo dall’assemblea da venti giorni, aveva firmato la convocazione della riunione consiliare (predisposta dagli uffici comunali), con la data e l’ora in cui il consiglio comunale si sarebbe riunito e il link al quale i consiglieri dovevano collegarsi. Gli hacker, presa visione del portale indicato, non hanno trovato di meglio da fare che collegarsi con il sito e assistere alla discussione in corso. Giovedì sera erano in approvazione in consiglio una serie di provvedimenti tra cui la variante 2 del Pat che riguarda la superfici agricole edificabili, gli indirizzi alle società partecipate dal Comune e una serie di mozioni su edifici scolastici, rete 5g e viabilità. I consiglieri comunali erano collegati chi da casa, chi dall’ufficio e qualcuno (come il presidente Grossule e il segretario generale del Comune, accompagnato da due dirigenti) dalla sede municipale. Qualche minuto dopo l’apertura dei lavori, ci si è però accorti che attivi sul portale web indicato non c’erano soltanto i poco più di venti ammessi: il sindaco, gli assessori presenti, i sedici consiglieri e i dirigenti, ma anche una serie di altri personaggi non identificati. Erano collegati al portale indicato sul sito comunale, per il quale c’era peraltro il libero accesso telematico per chiunque. Invitati dal presidente del consiglio (che gestisce la consolle dalla quale si dà e si toglie la parola e si può anche escludere dalla discussione un soggetto collegato) a togliersi di mezzo, gli abusivi non hanno immediatamente abbandonato la sala virtuale. Anzi mentre c’era chi, diffidato, usciva dal collegamento, c’era anche chi vi entrava ex novo. Nessuno ha però disturbato, e ciò va detto, lo svolgimento della seduta consiliare, anche se la presenza dei fantomatici hacker, era non autorizzata, non pertinente e un po’ ingombrante. È stata quindi decisa una momentanea sospensione della seduta per individuare la migliore e più efficace modalità di esclusione degli abusivi. Il consulto è durato una quindicina di minuti. È stato anche ipotizzato di attivare nell’immediato una nuova stanza virtuale (soluzione rivelatasi impraticabile in quanto avrebbe escluso eventuali consiglieri comunali che si fossero collegati tardivamente alla seduta). Alla fine si è deciso di escludere d’imperio dalla partecipazione/presenza dalla stanza virtuale i non ufficialmente autorizzati, azzerando la loro presenza non appena questi avessero messo dentro la testa. Il consiglio dopo questo movimentato inizio si è svolto pressoché regolarmente, concludendosi quasi all’una di notte. •

Renzo Gastaldo
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