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24.10.2019

Renato Gozzi, il sindaco che chiuse la sede Dc

Renato Gozzi nel 1951 quand’era sindaco di Grezzana
Renato Gozzi nel 1951 quand’era sindaco di Grezzana

A vent’anni dalla morte Grezzana ricorda l’avvocato Renato Gozzi, che fu per un decennio il sindaco del paese della Valpantena (1946-1956) prima di diventare primo cittadino di Verona: lo farà questa sera alle 20.45, in sala Bodenheim del centro Turri, in un incontro promosso da Comune, assessorato alla cultura e dalla biblioteca. Gozzi credeva nell’attività politica quale nobile missione e nell'ideale di «democrazia in cui tutti eravamo chiamati a partecipare per costruire la nostra libertà in Italia», come lasciò scritto nel libro Sull’onda della memoria. Finita la guerra, su invito di amici e conoscenti, l’avvocato Gozzi aderì alla Democrazia Cristiana, assumendosi la responsabilità della sezione di Grezzana e divenendo, in breve tempo, il punto di riferimento politico della Valpantena. Furono poi gli stessi capifamiglia di Grezzana che decisero «l’avvocato Gozzi sindaco!» e nella primavera del 1946 fu sindaco di Grezzana con l’85 per cento dei voti. Inoltre, quale responsabile della Dc di Grezzana, dovette seguire il referendum «monarchia o repubblica» del 2 giugno 1946: era la prima volta che gli elettori dovevano affrontare i temi politici. E il 65 per cento dei veronesi votarono per la repubblica. «Ma la disoccupazione continuò e con essa la miseria di tanta gente» e il giovane sindaco Gozzi scrisse: «Trovai amici e tanta gente che mi aiutò e mi dette speranza per il futuro». Furono anni importanti per Grezzana: erano 400 i disoccupati del comune su una popolazione di circa 6.300 abitanti. Per Grezzana iniziarono anni di grande fermento: la ristrutturazione della chiesa parrocchiale e del campanile romanico, dei campi sportivi di viale Olimpia, del Cinema Valpantena; a Lugo, per rallentare l’emigrazione delle donne, il rammendo per il Tiberghien e la fabbrica delle bambole (ma crebbero anche le piccole cave e le fabbriche per la lavorazione del marmo); a Stallavena ripresero i lavori dell’attuale strada Provinciale per Boscochiesanuova, sospesa prima della guerra (anche perché non c’era l’accordo dei lughesi) si diceva; ad Azzago la piantumazione della pineta di Santa Viola. L'avvocato Gozzi fu poi nominato presidente dell’Agsm (1951-1958) e portò la metanizzazione in Valpantena fino a Grezzana; nel 1953 venne eletto parlamentare e così nel 1956 chiuse il suo incarico di sindaco di Grezzana, che passò al suo vice Desiderio Murari. Ma rimase lui per molti anni il riferimento politico. Nel 1961 fu nominato presidente della Provincia, mentre sindaco era Giorgio Zanotto e il presidente della Camera di commercio Carlo Delaini. Scrisse Gozzi: «Un triunvirato molto affiatato che in quegli anni lavorò bene per Verona e Provincia». Nel 1965 Gozzi venne eletto sindaco di Verona, con una giunta «formata per la prima volta dal centro sinistra, con un importante programma di sviluppo per la città». I temi specifici erano la sanità, la difesa l’assistenza e il traffico. A livello politico, sottolinea lo stesso Gozzi, «affrontammo per primi il tema del decentramento e della partecipazione». Venne poi rieletto sindaco di Verona nel 1975 e vi rimase fino al 1980. Aveva 65 anni e concludeva la sua attività pubblica. Mantenendo un ruolo di primo piano nella Dc, sarà proprio Gozzi a chiudere la sezione di Verona (1992) nella sua qualifica di commissario. Storia che gli pesò e lo rattristò per il resto della sua vita. Tuttavia Grezzana e Verona gli devono grande riconoscenza per la sua attività, la sua serietà, onestà e coerenza. Il programma della serata prevede i saluti del sindaco Arturo Alberti, la presentazione del profilo umano di Gozzi, a cura della Biblioteca comunale, e a illustrarne la figura politica, sarà l’ex sindaco di Verona Aldo Sala che gli assegnò il premio San Zeno (1992); seguiranno le testimonianze. La serata sarà allietata anche dagli intermezzi Musicali di Julia Nagy e Martina Ceolato. L’ingresso è libero. •

Alessandra Scolari
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