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12.06.2019

Il viaggio di Noor vale il premio Marco Polo

Nicoletta Morbioli
Nicoletta Morbioli

Nella tenuta di Costagrande, ubicata nel comune di Grezzana ai confini con Montecchio e Avesa, si è chiusa l’attività di accoglienza dei migranti. Alcuni, dopo un’ esperienza di lavoro socialmente utile per il comune, hanno trovato lavoro sul territorio, altri se ne sono andati spontaneamente o sono stati trasferiti dalla Prefettura in strutture più piccole. Nicoletta Morbioli dirigente del Cpia (Centro per l’Istruzione degli adulti) ha scritto un’altra delle storie inimmaginabili che questi ragazzi si portano dietro, piazzandosi al terzo posto nel concorso nazionale «Marco Polo», indetto da MReditori di Aversa (Caserta). Il tema del concorso era il viaggio e il racconto presentato da Nicoletta Morbioli, dal titolo Biscotti al cioccolato, narra la storia di Noor (nome di fantasia) che significa luce «come quella che emanano gli occhi di questo minore non accompagnato proveniente dal Pakistan, che ha ottenuto il permesso di soggiorno», chiarisce l’autrice. Morbioli afferma: «Attraverso questi racconti cerco di far conoscere le ricchezze e le problematiche di questi nostri ragazzi». Ecco una sintesi della storia di Noor, che in Pakistan viveva una vita agiata. Figlio di una famiglia aderente alla Shia, padre imprenditore e mamma medico, il piccolo li ha persi entrambi nello stesso giorno, nei dintorni della moschea di Lahore, rimasti vittime dei rappresentanti della fazione Wahhabi. Noor ha dovuto scappare perché rischiava anche lui di venire ucciso. Ha portato con sé uno zainetto con dentro il cellulare della madre, una fotocopia del passaporto e un sacchetto di biscotti al cioccolato. Ha iniziato così il suo viaggio, con un’altra ventina di persone su un autobus e la prima guida, alla quale dovettero sottostare. Un’avventura difficilissima dalla quale il ragazzo, conoscendo l’inglese e avendo parenti in Pakistan che continuavano a mandare soldi ai trafficanti, ne uscì vivo. Raggiunta la Turchia, tappa ad Instanbul e poi a Sigacik, dove venne imbarcato e nascosto insieme ad altri sottocoperta. Arrivati sulla costa italiana, sono stati intercettati da una motovedetta della guardia di finanza, che li ha caricati su un’altra imbarcazione e li ha portati a un centro di accoglienza. Noor finì in una comunità e da lì in Valpantena. Adesso sta frequentando il corso di italiano e la terza media al Cpia. In Pakistan studiava scienze e biologia, ma qui in Italia i suoi titoli di studio non valgono: «Nel suo paese era il secondo più bravo di tutta la scuola e qui apprende molto facilmente», precisa Morbioli. L’editrice Giovanna Ragusa ha detto: «Quest’anno ho scelto il viaggio come tema del concorso letterario perché ho a cuore la situazione degli sbarchi nel Mediterraneo e soprattutto tutti quei bambini che sono costretti ad affrontare il viaggio nella speranza di una vita migliore». Già, con vissuti come quello di Noor ci saranno molti altri ragazzi: andrebbero tutti premiati, solo per essere riusciti a superare tali e tante traversie. •

A.SC.
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