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05.08.2019

Diplomi di italiano alle donne straniere

In sala consigliare, in questi giorni, sono state consegnate le certificazioni linguistiche di primo livello ad una quindicina di mamme residenti nel comune, provenienti dalla Bosnia, Nigeria, Marocco, Ghana e Sri Lanka, che hanno frequentato il corso di alfabetizzazione organizzato-per la prima volta a Lugo-dal Cpia, Centro Provinciale Istruzione Adulti, in collaborazione con l’Istituto Giovanni Pascoli. Gli spazi li ha messi a disposizione il comune. Alla consegna degli attestati erano presenti le maestre Anna Corsini e Paola Tacchella, la docente Fausta Cadei, in rappresentanza della dirigente dell’IC «G. Pascoli», la dirigente del Cpia Nicoletta Morbioli e l’assessore all’istruzione e alla cultura Rosamaria Conti, che con soddisfazione ha detto «imparare la nostra lingua è molto importante, perché contribuisce al corretto inserimento degli stranieri sul nostro territorio». Ha aggiunto Nicoletta Morbioli, dirigente del Cpia che in tutta la provincia segue 3.400 studenti (italiani che devono recuperare gli studi e stranieri) «i nostri corsi di alfabetizzazione vengono seguiti da diversi punti di erogazione, quelli di Lugo e Corbiolo, dipendono da Borgo Venezia. Puntiamo sulle mamme perché sono quelle che normalmente seguono i figli e quindi è importante che loro possano dialogare direttamente con maestre e docenti». La maestra Corsini ha dice: «Anche a Lugo l’impegno per la frequenza e lo studio di queste mamme-allieve sono stati davvero notevoli». I corsi si sono svolti due giorni la settimana (quattro ore il mattino). Adesso queste mamme dovranno frequentare il secondo livello, poi passeranno al terzo livello B1, superato il quale potranno richiedere ed ottenere la cittadinanza italiana. Ad aiutare, queste persone a interagire con le maestre, Elettra Gobetti, nigeriana, docente di lingua inglese. La maestra Paola Tacchella racconta: «La scuola si è basata sulla cittadinanza attiva, sull’acquisizione di termini comuni, quotidiani; abbiamo fatto anche delle uscite sul territorio e in città, incontrato delle persone che ci hanno accolto bene». Già tra queste mamme c’era chi non aveva mai visto Verona. Imparato l’italiano, potranno raccontare la loro storia fatta di enormi sacrifici. Tra loro, proveniente dal Sri Lanka, una laureata in legge, venuta a Lugo per ricongiungere la famiglia (il marito lavora in una impresa lapidea), che deve ricominciare dall’inizio, cioè dall’esame di terza media, poi la maturità che confida poter dare attraverso il Cpia. La giovane del Marocco di 26 anni, da sette in Italia, conosce un pochino di italiano, ma non ha attestati che lo certificano. C’è poi la signora nigeriana che non ha mai studiato (ha oggi 47 anni); un’altra giovane non sa l’italiano, ma passa i suoi giorni a dipingere. Tutte hanno una grande voglia di imparare per essere autonome e potersi inserire nella comunità. Quindi questi corsi che lo Stato, attraverso il Cpia, mette a disposizione sono davvero importanti, specie se vengono organizzati sui territori dove queste mamme vivono, perché le agevolano nella frequenza. Lo conferma la direttrice Morbioli, annunciando il corso anche per il prossimo anno e invitando queste mamme «a farsi promotrici di questi corsi di italiano, verso altre donne straniere che vivono nel comune». •

Alessandra Scolari
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