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08.07.2020 Tags: San Giovanni Lupatoto

Giuseppe, 100 anni cogliendo ogni insegnamento dalla vita

Giuseppe «Beppe» Righetti centenario alla sua festa
Giuseppe «Beppe» Righetti centenario alla sua festa

Giuseppe Righetti, anziano ospite della residenza «Casa Ferrari», della Pia Opera Ciccarelli, lo scorso 11 giugno ha toccato il traguardo dei 100 anni. Quando l’assessore comunale Luisa Meroni gli ha consegnato, a nome della comunità lupatotina, la targa con riprodotto il suo atto di nascita, Giuseppe un po’ si è commosso ma ha voluto ricordare che nonostante risulti nato a Negrar il 16 giugno 1920, i suoi genitori gli dissero che la registrazione fu tardiva, in quanto egli era effettivamente nato l’11 giugno. Curioso del mondo e sempre intento a scoprire ciò che lo circonda, già in tenera età Giuseppe imparò il mestiere del nonno, il falegname. «All’epoca era importante avere un mestiere tra le mani, perché della scuola non ne volevo proprio sapere», ricorda il centenario. «Nelle varie materie in qualche modo me la cavavo, ma il mondo della scuola non faceva proprio per me». Nonostante tutto, Righetti frequentò di giorno la scuola di disegno e di sera un corso per ottenere il brevetto da pilota. Proprio grazie a questo suo ultimo impegno, durante la seconda guerra mondiale riuscì ad entrare in aeronautica come meccanico. Poco dopo essere stato arruolato, però, Giuseppe si ammalò di morbillo, una malattia che in passato colpiva decine di migliaia di persone e causava un elevato numero di morti. Dopo il necessario ricovero ospedaliero, venne trasferito prima in Sardegna e poi in Puglia dove incontrò il grande amore della sua vita, Maria, da cui nel 1945 ebbe una figlia (che gli ha poi permesso di diventato nonno e bisnonno). La famiglia si trasferì qualche anno dopo in Veneto, e Giuseppe iniziò a lavorare come falegname a Palazzina. «Ogni giorno con la bicicletta partivo da San Vito di Negrar e attraversavo la città per andare a lavorare» racconta. Il falegname, il centenario non ha mai smesso di farlo ed ogni tanto si applica all’arte. In occasione della festa della Repubblica del 2 giugno, ad esempio, ha costruito con maestria le bandierine bianco, rosse e verdi. Il suo attuale hobby è però quello di leggere libri di aerei e disegnarle le sagome. Partecipa anche al gruppo di teatro della residenza e, riferiscono le animatrici, è un ottimo attore. «Anche se è un uomo di poche parole, sa parlare con gli occhi», dicono le operatrici. La sua lunga vita è stata costellata da tanti avvenimenti storici: la nascita della Repubblica Italiana, il primo sbarco sulla luna, la caduta del muro di Berlino, la gioia di diventare nonno e bisnonno e, per non farsi mancare nulla, l’emergenza sanitaria da Covid-19, con cui il vegliardo si è trovato a fare i conti. Oggi Giuseppe Righetti trascorre le sue giornate alla residenza «Casa Ferrari», di San Giovanni Lupatoto, dove riferisce di sentirsi come a casa perché tutti gli vogliono bene, dal personale agli altri residenti. •

R.G.
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