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22.07.2020 Tags: Grande Verona

Fermo a quattro il numero di contagi

Un reparto di terapia intensiva nei mesi scorsi durante il periodo più critico della pandemia
Un reparto di terapia intensiva nei mesi scorsi durante il periodo più critico della pandemia

Resta fermo a quattro il numero di contagiati da Coronavirus ufficialmente rilevato a San Giovanni Lupatoto. Lo ha comunicato l’Ulss 9 al sindaco Attilio Gastaldello e il primo cittadino rende pubblico il dato senza perdere occasione per raccomandare il rispetto delle regole di comportamento per prevenire l’espansione del contagio. «Il nostro stato di salute, almeno per quanto riguarda la diffusione del Covid-19, dipende da noi», dice. «Il contagio verrà circoscritto e fermato soltanto se la cittadinanza metterà ancora in pratica, come ha saputo fare tre mesi fa, comportamenti virtuosi, il primo dei quali è l’uso della mascherina sul volto». Gastaldello informa che nella giornata di ieri 21 l’Ulss non ha fornito nuove segnalazioni di persone contagiate, per cui il numero di residenti affetti da Coronavirus rimane a livello quattro. Ricordiamo che dalle poche notizie filtrate dell’Ulss 9 si tratta di cinque persone residenti a San Giovanni Lupatoto, quattro delle quali risultano essere state contagiate mentre per una quinta, loro convivente, finora non ha manifestato problemi. I cinque si erano recati in viaggio all’estero nel Paese di origine ma qualche giorno dopo il rientro, mercoledì scorso, due componenti della famiglia hanno cominciato a sentirsi male, seguiti da altri due. I cinque si sono recati di propria iniziativa dal medico che li ha immediatamente avviati al pronto soccorso dove è stata riscontrata la positività al Coronavirus. Le persone sono state poste in isolamento domiciliare e sono seguite dagli operatori dell’Ulss. «La situazione è circoscritta e monitorata» ha affermato ieri il sindaco dalle pagine del nostro giornale e dalla sua pagina facebook. Proprio la diffusione della notizia del nuovo contagio sui social (è dai primi giorni di marzo che il sindaco Gastaldello vi ricorre per informare i cittadini sull’evoluzione del virus nel territorio con svariate centinaia di persone che lo «seguono») ha fatto scatenare una miriade di post di commento. Tutti, a dire il vero, poco benevoli. C’è chi ha condannato i «viaggiatori contagiati» affermando che un po’ se la sono voluta e accusandoli di portare ora il virus all’interno della comunità locale. C’è anche chi ha chiesto che vengano resi noti nome e indirizzo dei contagiati in modo di evitare ulteriori contatti e contagi con altri cittadini (le regole sulla tutela della privacy e sull’anonimato sono applicate da Ulss e Comune in maniera ferrea, come prescrive la normativa). C’è chi ha messo nel mirino la troppa superficialità della cittadinanza poco propensa a rispettare gli obblighi di indossare la mascherina e a tenere il distanziamento previsto. C’è infine chi ha rilevato che le occasioni di contagio vengono create anche dal Comune citando come esempio la festa del pesce di mare che popola da alcuni giorni la piazza centrale, evento dove la mascherina sarebbe un optional; va però precisato che i percorsi obbligatori attrezzati per gli accessi alla festa e i cartelli informativi esposti, relativi a mascherina e distanziamento tra persone, dovrebbero però proteggere da questi pericoli. Gastaldello tiene poi a porre in evidenza la funzione educativa in ambito Covid di talune iniziative messe in atto recentemente dall’amministrazione comunale. «Con i centri estivi gestiti direttamente dal Comune abbiamo cercato di instillare nei ragazzi frequentanti alcune regole di buona condotta anti coronavirus», riferisce. «I ragazzi hanno operato seguendo queste nuove modalità e, nel caso alla ripresa delle scuole si manifestasse una recrudescenza di pandemia, sanno già come comportarsi». •

Renzo Gastaldo
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