Falcone e Borsellino due strade per la legalità

Cerimonia  L’intitolazione delle due vie a Falcone e Borsellino
Cerimonia L’intitolazione delle due vie a Falcone e Borsellino
Cerimonia  L’intitolazione delle due vie a Falcone e Borsellino
Cerimonia L’intitolazione delle due vie a Falcone e Borsellino

Ieri, trentennale della strage di Capaci in cui hanno trovato la morte Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo anche lei magistrato e tre agenti della scorta, nella lottizzazione di località Chieva, tra Grezzana e Romagano, sono state intitolate due strade dedicate a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. «È un anello: parte prima via Falcone e come una staffetta prende via Borsellino; le due vie si ricongiungono verso la fine, a testimoniare i profondi legami umani e professionali che hanno unito i due magistrati», ha detto il sindaco Arturo Alberti. Ad accogliere il prefetto di Verona Donato Cafagna, il sindaco Alberti e la vice Federica Maria Veronesi, alcuni consiglieri, la polizia locale con il comandante Cataldo Russo, il comandante della stazione dei Carabinieri maresciallo capo Orlando Parisi e di Verona il tenente Deborah Senatore comandante del Nor (Nucleo operativo radiomobile), il vice questore Guglielmo Toscano, i sindaci Antonio Bertaso di Cerro, Lucio Campedelli di Erbezzo e Italo Bonomi di San Mauro di Saline, i ragazzi di una terza media, il dirigente Sergio Cavarzere dell’I.C. Pascoli, Protezione civile e alcuni proprietari delle case in costruzione. Il sindaco Alberti stringendo con orgoglio la mano al prefetto Cafagna per la prima volta a Grezzana, ha detto: «Noi qui siamo una squadra». La cerimonia è iniziata con l’inno di Mameli. Alberti ha aggiunto: «Siamo riuniti idealmente con tutta la comunità di Grezzana a scoprire due semplici targhe,che rappresentano uno spaccato della storia contemporanea d’Italia che Falcone e Borsellino hanno contribuito a descrivere. Sono stati due magistrati forti e coraggiosi, che hanno sfidato il potere e l’omertà, fino a perdere la vita, per sconfiggere la mafia. Loro hanno iniziato, tocca a noi portare avanti quei valori». Il prefetto ha esordito: «Sono venuto a presenziare un momento importante, in questa valle bellissima, che mi auguro cresca in maniera sostenibile. I magistrati Falcone e Borsellino hanno consentito di voltare pagina nella lotta contro la mafia. La loro vita non è stata persa invano: hanno consentito che i processi andassero avanti, hanno cambiato la storia e consentito di alzare il livello del senso di responsabilità verso la legalità da parte di tutti. Purtroppo la criminalità c’è ancora, oggi opera sotto traccia, inquinando l’economia e si può estendere ovunque c’è ricchezza, Valpantena compresa. Quindi dobbiamo ricordare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i quali ci hanno insegnato che la mafia bisogna contrastarla sempre, perché toglie ricchezza e prospettiva per il futuro dei giovani». Cavarzere ha assicurato: «Tra i nostri allievi è nota la ricchezza di valori di questi due magistrati, siamo in prima linea nell’insegnamento del rispetto della legalità, consapevoli che dobbiamo portare avanti le loro idee». È intervenuto, prima della benedizione delle targhe, il parroco Remigio Menegatti: «Invochiamo la benedizione su queste strade in ricordo di chi ha operato per la giustizia e per far crescere la legalità. Guida i nostri passi sulla via del bene comune». È seguito un piccolo momento conviviale.•.

Alessandra Scolari