Emergenza case «Poche, piccole e molti sfratti»

L’emergenza abitativa, soprattutto in periodo di Covid e post Covid, sta diventando veramente grave. Ne è convinta l’assessore al sociale Silvana Finetto. «L’argomento», dice, «è stato più volte trattato in varie sedi, a cominciare dall’Ulss 9, Distretto 4, dove sono presidente della Commissione per il piano povertà. Molte famiglie sono in situazioni disastrose, con case fatiscenti, piccole e malsane». Un tema che si rivela di stringente attualità. «Ho approfondito uno studio sul territorio di Bussolengo con i Servizi sociali, con agenzie immobiliari e con don Paolo Bolognani che si occupa di emergenza abitativa. È emerso che ci sono poche case e piccole, per due, massimo tre persone, e sono rari gli appartenenti che possono accogliere famiglie con tre o più figli. Dai dati in possesso dei Servizi sociali si stimano circa 13 famiglie con sfratto, di cui tre esecutivo. Da sottolineare che, in molti casi, sono famiglie con un lavoro stabile e che non hanno problemi economici e quindi in grado di sostenere l’affitto». Un caso su tutti preoccupa l’assessore per il poco tempo a disposizione. «Mi preme parlare», precisa, «di una famiglia che vive a Bussolengo da 13 anni, con documenti in regola e che ha espresso il desiderio di non essere nominata. I coniugi hanno tutti e due un lavoro a tempo indeterminato e su di loro incombe uno sfratto esecutivo che scadrà il 15 settembre. Non si riesce a trovare una casa adeguata alla loro situazione con 4 bambini, dai 4 ai 12 anni. L’abitazione dove vivono ora è malsana, con muffa su tutti i muri. Da due anni stiamo cercando una soluzione, ma non si capisce perché, quando i proprietari sentono che sono di origine straniera, non affittano: tutto ciò malgrado noi, come Servizi sociali, ci siamo fatti da garanti». «La famiglia è molto ben inserita nel contesto sociale», prosegue Finetto, «la signora partecipa alle attività proposte dal Comune e quindi sarebbe veramente inopportuno, dover spostare la famiglia in altro comune, anche se si prendono in considerazione proposte. I Servizi sociali sono a disposizione, se ci fosse qualche famiglia disposta a concedere una casa in affitto». Una risposta potrebbe darla l’Ater. «Purtroppo», conclude Finetto, «l’offerta di case Ater è insufficiente, tenendo conto che a Bussolengo abbiamo appartamenti sfitti perché da ristrutturare. Bisogna che tutti noi amministratori collaboriamo per andare incontro alle nostre famiglie e risolvere il grave problema abitativo». •. L.C.