CHIUDI
CHIUDI

01.06.2020 Tags: Grezzana

Emanuele, la lotta ai rifiuti è diventata una sfida etica

Emanuele vicino alla croce
Emanuele vicino alla croce

Emanuele, volontario ecologico, con le sue battaglie punta diritto al cuore delle persone. Per vedere come le affronta basta salire a Cason, sopra Lugo di Grezzana, e quanto da lontano scorgi quella sagoma colorata a forma di abete, ti sembra l’opera scherzosa di qualche buontempone o il frutto di qualche artista naïf. Quando, però, te la trovi davanti, quella particolare composizione ti fa riflettere. Quella sagoma è una copia riprodotta su compensato di una iniziativa portata a termine da Emanuele Bombieri. È lui che l’ha fissata in quel punto, proprio adesso che la bella stagione invita a passeggiare tra le colline. Quasi un gesto disperato, un invito per rispettare la natura e un richiamo a coloro che abbandonano i rifiuti, che avvelenano questa zona ricca di vegetazione e luogo ideale per percorsi salutari nella natura. Il suo scopo è dissuadere gli incivili, che transitando in queste zone abbandonano rifiuti. «Questa riproduzione di un albero natalizio fuori stagione è particolare», afferma Emanuele Bombieri, operaio marmista, «non è addobbato con colorate palline e luci intermittenti, ma con parte dei numerosi rifiuti abbandonati che ho raccolto». E per dare ancora più forza al suo messaggio ecologico, ha fissato nel terreno anche una croce, alta 3 metri: una muta sentinella, meno fiscale della videosorveglianza. «L’originale, e mi riferisco all’abete addobbato», puntualizza Emanuele, «l’avevo preparato quest’inverno per il concorso Lugo un paese nel Natale. Un’opera provocatoria per sensibilizzare le persone al rispetto non solo del loro territorio, ma di tutto ciò che di bello ci circonda». «L’ho fatto da solo, nel mio tempo libero», tiene a precisare, «ci ho messo un mese per raccogliere ed assemblare i rifiuti abbandonati in zona. Per fissarlo nel terreno, è alto 3 metri, ho dovuto chiedere aiuto a mio cugino. È stata, purtroppo, una raccolta fruttuosa: 9 sacchi di plastica, 9 sacchi di materiale non riciclabile, 4 sacchi di vetro e una enorme quantità di ferro e alluminio. Addirittura un segnale stradale, un orologio e degli stivali di gomma. Era talmente tanto quel che avevo raccolto che non sono riuscito ad incollarlo tutto nella sagoma di legno. Con quello avanzato ho costruito un presepe, anch’esso presentato nello stesso concorso natalizio a Lugo. Ed è sulla Natività che non mi sono risparmiato, volevo dare un segnale forte alle coscienze, a San Giuseppe ho messo tra le mani un aspirapolvere e un coperchio di latta, come a Maria e con l’aggiunta di un ventilatore. Più triste la culla di Gesù bambino: un copertone». Conclude Emanuele: «Spero che queste denunce, grazie al significato religioso del presepe e a quello più laico dell’albero, siano recepite da tutti. Dobbiamo intervenire e non aspettare che siano gli altri a riparare all’inciviltà delle persone e al loro disprezzo per la natura. Ognuno deve fare la sua parte». •

Renzo Cappelletti
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie