Elettricità, a Verona il primato
dei consumi di tutto il Veneto

Tralicci dell’alta tensione nel circondario della città
Tralicci dell’alta tensione nel circondario della città
Tralicci dell’alta tensione nel circondario della città
Tralicci dell’alta tensione nel circondario della città

La provincia veronese è quella che consuma più energia elettrica dell’intero Veneto ma, così almeno assicurano coloro che gestiscono la sua produzione e distribuzione, questa porzione di territorio regionale non rischia di dover vivere quelle situazioni di black out che hanno spesso reso molto difficili le estati degli italiani. Problemi che hanno più volte riempito le pagine di cronaca degli organi di informazione soprattutto nei giorni di gran caldo ma che, stando alle previsioni, non dovrebbero far parte dei rischi locali.

«Il fatto che nel mese di luglio del 2105, che è stato uno dei più critici degli ultimi anni, non sia accaduto nel Veronese nulla di particolare, è la prova del fatto che qui la situazione è normalmente sotto controllo e non fa pensare che si possano verificare emergenze», spiegano i funzionari di Terna, la società per azioni che gestisce la trasmissione di energia elettrica in Italia.

Le previsioni, insomma, fatto salvo il verificarsi di situazioni particolari, paiono essere rassicuranti. I calcoli tengono conto anche dei picchi di consumi che potrebbero divenire inevitabili nei prossimi giorni, se dovesse esserci un clima caldo e afoso continuo in un mese, quello di luglio, in cui ancora molte persone non sono ancora andate in ferie. Una situazione foriera di un aumento delle richieste di energia legato, in particolare, all’uso dei condizionatori.

Detto questo, resta il fatto che nella provincia scaligera l’uso dell’energia elettrica è decisamente al di sopra della media. Terna fa sapere che quello veronese è il territorio in cui si consuma più energia dell’intero Veneto. «Questa provincia», spiega l’azienda, «ha il maggiore fabbisogno elettrico del Veneto, pari al 20 per cento del totale regionale».

«Secondo gli ultimi dati disponibili», precisa la società, «i consumi elettrici medi del veronese sono di 5.819 gigawattora. Di questi, circa la metà, 2.861 gigawattora, vengono utilizzati dalle industrie, mentre 1.700 sono usati dal settore terziario e solo mille sono destinati all’uso domestico». Terna mette in cantiere anche continui potenziamenti della rete. Bussolengo, Medio Adige e Mincio sono le aree che negli ultimi anni hanno maggiormente beneficiato di interventi di potenziamento. Interventi volti ad incrementare capacità di trasporto e affidabilità della rete. «In particolare», spiegano da Terna, «nel 2010 sono stati completati il rifacimento e il riassetto di tutta la rete elettrica dell’area di Bussolengo».

«A fronte di un investimento di circa 40 milioni di euro, sono stati rinnovati impianti risalenti agli anni Cinquanta, non più idonei alle esigenze del sistema di trasmissione. L’intervento ha consentito di potenziare la capacità di trasporto della rete di alimentazione dei carichi di Verona, rendendo più sicure le produzioni idroelettriche provenienti dal Medio Adige e migliorando la flessibilità di esercizio della rete tra i nodi di Bussolengo, Verona e la centrale del Mincio».

Ma come viene distribuita l’elettricità? Se Terna gestisce le reti, a distribuire l’energia elettrica sono però altre realtà. L’unica società interamente veronese, Agsm, in provincia ha un ruolo piuttosto marginale. Agsm, infatti, si occupa solo della rete della città e di quella di Grezzana, anche se può stipulare contratti di fornitura in tutta Italia. La realtà più importante, quindi, resta Enel. Anzi, per essere più precisi, E-distribuzione, la società del gruppo guidato da Francesco Starace che si occupa di questo tipo di attività.

«La rete elettrica in provincia di Verona è adeguatamente dimensionata per sopperire ad eventuali picchi di assorbimento legati alle alte temperature», fa sapere l’azienda. Negli scorsi mesi ha completato un programma straordinario di investimenti di oltre due milioni di euro per il rinnovamento di cento cabine di trasformazione e di cento chilometri di linee elettriche, puntando a ridurre ulteriormente il numero e la durata delle eventuali interruzioni di energia in seguito a guasti accidentali e ad ottimizzare in monitoraggio della rete.

Luca Fiorin