San Martino Buon Albergo

Dietrofront sui lampioni spenti: stop alle misure restrittive, il Comune risparmierà lo stesso

Conti alla mano, l’amministrazione ha constatato che può permettersi di consumare energia perché già spende il 50 per cento in meno
A San Martino Buon Albergo si tolgono le limitazioni introdotte prudenzialmente
A San Martino Buon Albergo si tolgono le limitazioni introdotte prudenzialmente
A San Martino Buon Albergo si tolgono le limitazioni introdotte prudenzialmente
A San Martino Buon Albergo si tolgono le limitazioni introdotte prudenzialmente

Mentre molti Comuni, a causa dell’aumento delle bollette, tagliano l’illuminazione pubblica arrivando in alcuni casi a lasciare strade e centri abitati al buio per ore, c’è chi va controcorrente e decide di togliere le parziali limitazioni che aveva adottato, in via prudenziale, la scorsa primavera. È il caso di San Martino Buon Albergo che ha deciso di tornare ad accendere i lampioni nelle piazze e lungo le strade al tramonto, non più mezz’ora dopo come negli ultimi mesi, e di spegnerle quando inizia l’alba invece di 30 minuti prima.

Un ritorno alla normalità che non riguarderà solo le aree verdi, nelle quali permarrà l’orario ridotto di illuminazione. «Il ritorno al funzionamento ordinario della pubblica illuminazione è una scelta che abbiamo potuto fare grazie al fatto che qui da anni adottiamo soluzioni di risparmio energetico, programmate dall’amministrazione e realizzate dalla partecipata Archimede servizi», spiega il sindaco Giulio Furlani. Stando ai conti pubblici fatti a settembre dalla stessa Archimede servizi, quest’anno il Comune dovrebbe spendere per le bollette energetiche, gas compreso, 300.000 euro in più del 2021, ma sarà un esborso inferiore di oltre il 50 per cento rispetto a quello che sarebbe stato fino a 10 anni fa, quando invece fu avviato un consistente piano di interventi per limitare i consumi. Per quanto riguarda l’energia elettrica, nel 2012 il Comune utilizzava 2.650.000 chilowattora, ma già a partire dal 2007, grazie alla realizzazione di un impianto fotovoltaico e all’uso di lampade a led negli edifici e per i lampioni, si è potuto risparmiare circa il 40 per cento.

Consumi dimezzati rispetto a dieci anni fa

Secondo quanto riferisce il sindaco, le varie azioni messe in campo dall’amministrazione hanno ora portato alla riduzione dei consumi di energia, sempre rispetto a 10 anni fa, del 50 per cento. Ciò significa, ad esempio, che tornare agli orari di accensione e spegnimento dei lampioni pre crisi comporterà una spesa che sino a fine anno sarà di 5.000 euro. «Si tratta di un’uscita che il Comune può certamente sopportare e che, comunque, è la metà rispetto a quella che avremmo dovuto affrontare se avessimo ancora i vecchi corpi illuminanti», rimarca il vicesindaco Mauro Gaspari. 

La decisione di togliere le limitazioni in un periodo in cui, tra l’altro, le ore di luce si riducono via via, è volta a garantire un migliore servizio e più sicurezza ed è effetto diretto della politica anti-sprechi che il Comune intende proseguire. «La nostra amministrazione intende continuare a portare avanti il lavoro sinora compiuto», rimarca Furlani, «in municipio si stanno pensando nuovi progetti che prevedono anche l’introduzione di impianti di energia rinnovabile. I temi del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico, che significa anche risparmio economico, sono a nostro avviso prioritari, visto a perseguirli ne beneficia tutta la cittadinanza», conclude il primo cittadino.

Luca Fiorin